Welby-Nuvoli la “battaglia” non finisce

di Luca De Carolis

Non si placa la polemica sull’eutanasia. Il ministro Turco: «Lotta al dolore e una legge che ascolti la volontà del malato» 

È morto proprio nel giorno dell’assoluzione del medico che aveva staccato Piergiorgio Welby dal respiratore. Ne voleva seguire l’esempio, Giovanni Nuvoli, dopo sette anni di sofferenze. Ma lunedì sera ha perso la sua battaglia per l’eutanasia, spirando nel letto della sua casa di Sassari, mentre tutta Italia discuteva del proscioglimento di Mario Riccio, l’anestesista che a dicembre aveva aiutato a morire Welby, malato di sclerosi laterale amiotrofica. Per il giudice, Riccio staccando il respiratore artificiale «ha fatto il suo dovere di medico», esaudendo una legittima richiesta del suo paziente, affetto dallo stesso male che aveva reso Nuvoli uno scheletro di 35 chili. L’ex arbitro, il 15 luglio aveva ricominciato lo sciopero della fame e della sete. S’è lasciato morire rifiutando il cibo. Senza sapere dell’assoluzione di Riccio, che qualche medico avrebbe potuto seguire, accontentando Nuvoli, staccando una spina che lo teneva legato a un’esistenza insopportabile. Il suo martoriato corpo non subirà autopsia, oggi pomeriggio si terranno i funerali ad Alghero. Ma il dolore ha presto lasciato spazio alle polemiche.

I Radicali sono passati dalla gioia per il proscioglimento di Riccio al dolore per la scomparsa di Nuvoli: ne sostenevano la battaglia con appelli e una raccolta di firme. «Giovanni era in condizioni molto peggiori di quelle di Welby, che anche negli ultimi giorni riusciva a usare il pc» ha spiegato Marco Cappato, eurodeputato radicale e segretario dell’associazione Luca Coscioni. Il ministro della Salute, Livia Turco, contraria all’eutanasia, insiste sulla legge sul testamento biologico: «Serve un testo che ascolti davvero la volontà del malato. Non sono affatto convinta che venga offerto veramente tutto, sotto il profilo della lotta al dolore e dell’assistenza, ai malati terminali. Solo dopo aver fatto tutto questo si può ascoltare la richiesta del malato di essere lasciato in pace». Ma l’opposizione fa muro. Per Isabella Bertolini (Fi) «le forze sane del Paese devono combattere contro i paladini del testamento biologico e dell`eutanasia e frenare e sconfiggere una rischiosa deriva». Francesco D’Agostino, ex presidente del Comitato nazionale di Bioetica, invita invece a evitare «interpretazioni ideologiche» del caso di Nuvoli. E aggiunge: «La sua vicenda e quella di Welby non vanno usate per suggerire ai malati di lasciarsi morire per non essere di peso alle famiglie e alla società».