«Rischia di passare il principio sbagliato Un malato non può anticipare la morte»

 «E` una sentenza non condivisibile. Dal mio punto di vista quel medico non avrebbe dovuto intervenire assecondando la richiesta di Welby. E` un principio sbagliato. In Italia ancora non ci sono i presupposti legislativi per farlo». Critica Dorina Bianchi , parlamentare della Margherita, radiologa in politica.

Dunque lei non riconosce il diritto di un individuo di rinunciare alle cure? «Credo che il malato debba poter rinunciarvi, se si trova in condizioni di fine vita. Giusto rifiutare l`accanimento terapeutico, giusto esprimere le proprie volontà per iscritto quando si è coscienti. Però deve essere stabilito con norme precise. La legge sul testamento biologico è necessaria, ma con dei limiti».

Ma come, se è proprio dalla Margherita che provengono le maggiori resistenze all`interno della maggioranza?  «La Margherita ha diverse anime ed è giusto che sia così. Non è vero che siamo ostili al testamento. Io vengo identificata con i teodem, andiamo oltre, lasciamo stare le correnti, parliamo di partito democratico per le questioni etiche. Ogni deputato ha la propria idea e deve mantenerla».

Non siete voi a vedere la legge come una «porta di accesso» all`eutanasia? «Bisognerà infatti chiarire in modo netto che l`eutanasia ora e sempre sarà fuori discussione. Inaccettabile che un malato oncologico con diagnosi inesorabile possa anticipare la morte se non è in stato terminale. Se non vuole cure c`è il consenso informato».

Il medico deve assecondare il paziente? «No, deve poter obiettare. Ci vuole uno spartiacque tra le volontà di chi è curato e le scelte di chi lo assiste. Il caso Welby insegna».