Dunque lei non riconosce il diritto di un individuo di rinunciare alle cure? «Credo che il malato debba poter rinunciarvi, se si trova in condizioni di fine vita. Giusto rifiutare l`accanimento terapeutico, giusto esprimere le proprie volontà per iscritto quando si è coscienti. Però deve essere stabilito con norme precise. La legge sul testamento biologico è necessaria, ma con dei limiti».
Ma come, se è proprio dalla Margherita che provengono le maggiori resistenze all`interno della maggioranza? «La Margherita ha diverse anime ed è giusto che sia così. Non è vero che siamo ostili al testamento. Io vengo identificata con i teodem, andiamo oltre, lasciamo stare le correnti, parliamo di partito democratico per le questioni etiche. Ogni deputato ha la propria idea e deve mantenerla».
Non siete voi a vedere la legge come una «porta di accesso» all`eutanasia? «Bisognerà infatti chiarire in modo netto che l`eutanasia ora e sempre sarà fuori discussione. Inaccettabile che un malato oncologico con diagnosi inesorabile possa anticipare la morte se non è in stato terminale. Se non vuole cure c`è il consenso informato».
Il medico deve assecondare il paziente? «No, deve poter obiettare. Ci vuole uno spartiacque tra le volontà di chi è curato e le scelte di chi lo assiste. Il caso Welby insegna».