«Riconosciuta la volontà del paziente ora avanti con il testamento biologico»

Andò a trovarlo a casa e  poi partecipò ai funerali laici, commosso. Ecco perché ora Ignazio Marino, ds, presidente Commissione Sanità al Senato, accoglie con gioia il proscioglimento del dottor Riccio: «E’ in linea con l`articolo 32 della Costituzione e con la convenzione di Oviedo, ratificata dall`Italia, secondo la quale ognuno può liberamente togliere il consenso».

Più agevole ora il cammino della legge sul testamento biologico? «Nessuna attinenza con la legge in discussione che esclude ogni pratica anche surrettizia di eutanasia e suicidio assistito. Nessuno di noi condivide un progetto eutanasico. Ci stiamo occupando di casi che coinvolgono pazienti non coscienti, senza speranze».

Per Welby si può parlare di eutanasia? "No. Piergíorgio era in grado di intendere e di volere, risponde alle condizioni descritte dall`articolo 32. Come chi rifiuta un trapianto di cuore dopo aver ricevuto 5 bypass"

Cosa significa la sentenza per il professor Marino, trapiantologo? "Che noi medici abbiamo un ulteriore strumento di sostegno al codice deontologico dove si dice che dobbiamo tener conto delle volontà del malato. E da senatore mi auguro che chi ha parlato di eutanasia e suicidio assistito taccia".

Le volontà del paziente possono essere d’intralcio al medico? "No, rafforzano l’alleanza. La dittatura del medico è d’altri tempi".

Lei aveva previsto che entro l’estate avreste licenziato il testo sul testamento biologico. Ottimista? "Credo ancora in un percorso condiviso. Ho avuto diversi confronti con la senatrice Paola Binetti (Margherita). Con onestà individuale costruiremo un testo che non rifletta convinzioni religiose ma i diritti civili".