Fecondazione assistita anche per i malati di Hiv

Via libera del Consiglio superiore di Sanità con 37 sì e un astenuto 

Prima apertura perla fecondazione artificiale nelle coppie dove l`uomo è portatore di malattie sessualmente trasmissibili come Aids ed epatite B e C, che richiedono precauzioni di sicurezza per la donna, incompatibili con la procreazione. È una delle indicazioni di maggior rilievo contenute nel parere sulle linee guida approvato ieri dal Consiglio Superiore di Sanità. Voto unanime, fa sapere il presidente, Franco Cuccurullo, tutti favorevoli (37) e un astenuto. Il Css aveva il compito di ipotizzare quali cambiamenti potrebbero essere introdotti da Livia Turco, responsabile della Salute. Il documento propone, appunto, che le tecniche di fecondazione artificiale sia- no estese alle coppie con «oggettiva causa impeditiva». Un`apertura, questa, visto che la legge numero 40 vieta che cliente dei centri antisterilità diventi chi sterile non è dal punto di vista biologico. Restano fermi al loro posto i divieti stabiliti dalla legge sulla fecondazione artificiale: diagnosi preimpianto in presenza di malattie genetiche dei genitori e congelamento degli embrioni. Il Consiglio suggerisce, poi, di «implementare studi sulla crioconservazione degli ovociti per garantire la migliore qualità in caso di successivi tentativi di impianto». Uno dei problemi più seri per la donna che prova ad avere bambini in provetta è il numero di iperstímolazíoni ormonali alle quali viene sottoposta se i tentativi di fecondazione non hanno suc- cesso. In questo caso il congelamento di ovociti permetterebbe di risparmiarle trattamenti pesanti. Come soluzione per una diagnosi prima dell`impianto si fa riferimento a quella sul primo globulo polare dell`ovocita. Quindi di una cellula non ancora fecondata, non l`embrione, «inviolabile» per i cattolici. Con un test sul suo patrimonio cromosomico si potrebbe sapere se la donna trasmette al figlio maschio imperfezioni genetiche come la sindrome di down, ad esempio. Ma si tratta di alternative sperimentali, alla stesa stregua del congelamento, metodica praticata con risultati di rilievo solo al Sant`Orsola di Bologna. Poche soluzioni, ma di grandi impatto, quelle elencate nel parere. D`altronde il  Consiglio di Cuccurullo doveva solo effettuare un`analisi tecnico-legislative. Conclusione: «Esistono i presupposti per fare nuove linee guida». Tre settimane fa la Turco aveva inviato al Parlamento la relazione sullo stato di attuazione della normativa sulla provetta. Con i divieti introdotti tre anni fa (no a eterologa, cioè donazione di gameti, congelamento dell`embrione e diagnosi prima dell`impianto, impossibilità di fecondare più di tre ovociti per volta e obbligo di utilizzarli insieme) le gravidanze sono diminuite del 3% rispetto alla situazione precedente, in aumento invece i parti gemellari. La revisione delle linee guida va fatta almeno ogni tre anni, stabiliscono le norme del 2005.