Cara Europa, sono giorni che il professor Ignazio Marino sembra chiuso in un cupo silenzio sul testamento biologico, mentre ogni giorno esce un nuovo libro e dagli ospedali arrivano notizie di sanitari infedeli (vedi ospedale di Perugia) solo perché qualche magistrato non s`arrende a speculatori e assenteisti. Affetta da sclerosi multipla, costretta in carrozzella da anni e sbattuta da un appartamentino all`altro alla periferia di Roma, vi chiedo se per quelli come me c`è speranza, non di guarire ma di morire, quando sarà, senza soffrire ancora, e con la dignità che, voi dite, la Costituzione garantisce a tutti.
Susanna, Lavinio (RM)
Cara Susanna,
quando scrivi "voi dite" sento un rimprovero a me. Ero io che te ne parlavo, tra una barzelletta e l`altra, quando qualche estate fa non avevi ancora deciso di scomparire nella suburra romana e, con l`aiuto del tuo medico, mio e di mia nipote ti spingevamo fin sulla battigia a farti spruzzare le gambe dalle onde, e poi nei ristoranti che non disdegnavano la tua carrozzella. Un anno fa è capitato anche a me d;i aver bisogno di medici e anch`io ne ho trovati disponibili e amici. Lo dico per ricordarti che non tutti sono dottor Mengele senza uniforme da S S che torturano gli inermi nei reparti o a domicilio, ieri Welby a Roma, oggi Nuvoli in Sardegna, o Trotta a Varese: che rivendicano il diritto di morire – come diceva Seneca – con scienza e coscienza. Spero che tu stia un po` meglio, intanto – in attesa che Marino riesca a smuovere le montagne di ghiaccio e di fango che lo soffocano – ti consiglio dì rivolgerti a un notaio per fare testamento biologico, di darne una copia a un tuo parente e una al procuratore della repubblica e all`on. Marco Cappato, presidente dell`associazione Luca Coscioni; e magari a un avvocato e a un giornalista che possano tormentare i tuoi eventuali aguzzini come loro hanno fatto con altri e potrebbero fare anche con te. Io ho sentito a telefono il professor Marino e l`ho trovato incredulo di fronte alle difficoltà che gli fanno in Senato, quasi un uomo moderno finito come un naufrago nell`isolotto dei cannibali. I libri pullulano, da Vite sospese di Adriana Pannitteri del Tgl (ma il Tgl l`ha recensito o lo fa solo coi libri di Vespa?), a Testamento biologico del Sole 24 Ore-Fondazione Veronesi, a La morte opportuna di Jacques Pohier ex domenicano, a Il dolore e la politica di Luigi Manconi a Lasciatemi morire di Welby, a Scelte sulla vita di Bertolini e tantissimi altri (ne ha fatto una rassegna Liberazione, mercoledì scorso). Tu però pensa solo a vivere, a curarti e a leggere romanzi d`amore, finché vuoi. Alla battaglia dei diritti civili conculcati dagli stregoni e dai cannibali (hai mai sentito un ordine dei medici schierarsi coi magistrati contro gli assenteisti della corsia?), pensiamo noi, finché ce lo faranno fare. Intanto, scrivi la tua solidarietà a Ignazio Marino, fai nomi e cognomi, comportati come la mamma di San Giuliano che straccia davanti alla tv la tessera elettorale. Solo se cresce il numero degli italiani che non si sentono più cittadini di questo Stato, i partiti si muoveranno, perché loro coi cittadini ci campano, come i medici coi pazienti e gli stregoni coi baluba.