Fecondazione, la legge crudele avvolta da una cappa di silenzio

di Luigi Cancrini
Dopo la sconfitta, perchè tale è stata per noi, del referendum sulla procreazione assistita, è sceso un muro di silenzio; oggi con questa lettera chiedo che si risvegli la voglia di lottare per modificare una legge vergognosa. Vi scrivo non solo come persona interessata direttamente, ma come cittadina Italiana; perchè è stato tolto un diritto che in futuro potrebbe riguardare altre problematiche. Tale legge ha portato oggi a un fiorentissimo business nei paesi europei, dove molte coppie sono dovuti ricorrere; pur avendo in Italia medici e strutture qualificati. Nel nostro paese non facciamo altro che parlare di etica, che è dettata dalla chiesa e dai conservatori. Mi chiedo perchè questo moralismo non viene usato anche contro quei parlamentari che tanto predicano e poi sono separati o conviventi (oppure esistono cittadini di serie A e di serie B?). Dopo tanto moralismo nei nostri confronti, perchè allora non abroghiamo anche la legge sull`aborto e sul divorzio? (la mia vuole essere solo una provocazione). M. I.

Il Ministro della Salute, Livia Turco, ha portato in Parlamento la sua relazione sullo stato di attuazione della legge 40 del 2004. Confrontando i dati relativi al 2003 con quelli relativi al 2005 (l`anno precedente, cioè, e quello successivo alla approvazione della legge) si nota che il numero delle gravidanze ottenute con le tecniche di inseminazione artificiale nei 96 centri che hanno partecipato a tutte e due le rilevazioni è nettamente diminuito. Diminuita in modo significativo è, ugualmente, la media delle gravidanze ottenuta sul totale dei prelievi che scende dal 24.8% al 21.2%. Quelli che aumentano, nello stesso tempo, sono gli esiti negativi e i parti plurimi. Proponendo un quadro che è in linea con le preoccupazioni espresse da chi si era opposto all`approvazione della legge. A differenza di quello che accade nei paesi in cui non si è legiferato in modo così restrittivo, dunque, le cose vanno peggio di come andavano prima, quando la legge 40 non c`era. Un numero di donne molto maggiore che in passato si sottopone inutilmente ai cicli di trattamento ormonale inutilmente rischiando in ordine alle complicanze possibili (fra cui i tumori) di questi cicli. Un numero molto maggiore di coppie si confronta con la delusione di un fallimento dei suoi tentativi. Last but not least, una quantità di soldi non indifferente viene gettata al vento da un sistema sanitario sempre sull`orlo della bancarotta. Perché tutto questo si sia verificato e continui a verificarsi è cosa ben nota. Quello che viene richiesto ai cittadini italiani con la legge 40, infatti, è il ricorso a tecniche meno efficaci e più pericolose. Nel nome di una coscienza che non è la loro ma quella del legislatore che ci tiene a presentarsi "immacolato" in pubblico riservandosi poi in privato (come lei giustamente sottolinea) di fare quello che vuole. Decidendo in nome degli altri. Togliendo agli altri il peso di una scelta fra ciò che la Chiesa cattolica ritiene giusto o non giusto ed evitando agli altri, anche se non ci credono, la possibilità di commettere un peccato. Ben sapendo, in fondo, che chi ha abbastanza soldi e/o abbastanza capacità di sacrificio se ne andrà tranquillamente (ma assai faticosamente) all`estero: nei paesi in cui i parlamentari hanno accettato l`idea semplice per cui democrazia vuol dire rispetto delle idee e delle scelte di tutti. Anche di quelli che non la pensano come papa Ratzinger. Impietosamente e senza particolari sussulti, la relazione del Ministro Turco ci dice oggi, dunque, che avevamo ragione. Che la legge è una legge sbagliata e da rivedere. Che seguire le indicazioni e gli scrupoli della chiesa cattolica è, anche in questo caso, un modo di ritardare il progresso. Come accadde con Giordano Bruno e con Galileo. Come accadde al tempo dell` unità d`Italia quando il Papa di allora pregò il nostro primo Re di non promulgare una legge che rendeva obbligatoria l`istruzione elementare dicendo che, secondo lui, imparare a leggere e scrivere era considerato pericoloso quando ad imparare a leggere e scrivere erano i figli dei contadini e degli operai. Come è accaduto al tempo delle dittature quando la Chiesa si schierò con le armate di Franco, di Mussolini e di Hitler contro i repubblicani spagnoli: benedicendo i bombardamenti di Guernica e di Barcellona e il massacro dei militari e dei civili che si opponevano a quella che il Vaticano e i cardinali Spagnoli presentavano come una Guerra Santa. E come è accaduto ancora da noi, nell`Italia ormai repubblicana, al tempo delle scomuniche dei socialisti e dei comunisti, della legge sul divorzio e della legge sull`aborto. Quello che ci si aspetterebbe a questo punto, di fronte all`evidenza dei fatti e dei dati, è uno scatto d`indignazione da parte dei rappresentanti delle sinistre al Governo. Uno scatto almeno un po` più forte di quello del Ministro che ci ha parlato finora solo della necessità di riflettere. Uno scatto di cui la sua lettera segnala la necessità e la mancanza. Proponendo un problema politico di grande rilievo all`interno di un paese in cui la maggioranza è sempre riuscita, dal tempo di Vittorio Emanuele a quello del referendum sull`aborto, a mettere dei limiti ai tentativi di ingerenza che la Chiesa ha fatto da sempre. Le ragioni per cui non ci si è riusciti questa volta mentre la Chiesa è sempre meno in grado di influenzare sul serio i comportamenti e le abitudini della gente sono molte e complesse. Una io vorrei segnalarne, tuttavia, relativa al modo in cui quella che è restata al Papa e ai Vescovi è comunque la capacità di mobilitare un numero significativo di fedelissimi (i più fragili e i più spaventati?) in una situazione estremamente particolare: quella di un Paese in cui a darsi battaglia per governare sono due schieramenti di forze quasi eguali. Si vincono o si perdono le elezioni, in effetti, per un pugno di voti e il gruppo non più enorme ma comunque significativo dei cattolici ancora influenzabili dai vescovi e dal Papa può essere percepito e sentito come decisivo da un numero importante di politici che cercano di pescare voti al centro, in quell`opinione pubblica moderata che può fare la differenza nel momento del voto. Come è accaduto, in fondo, negli USA dove l`apporto dei gruppi religiosi più intransigenti ha avuto un`importanza decisiva nella rielezione di Bush. Proponendo l`idea di un occidente che nel momento delle elezioni, diventa assai meno laico di quello che è normalmente, nello scorrere del suo quotidiano. Ma proponendo, soprattutto, l`idea di quanto male può fare la religione quando tenta di fare politica. Trasformandosi spesso (lo scrive Garibaldi nella introduzione alle sue memorie) in un vero e proprio «flagello di Dio»: in Italia dove «mantiene un governo codardo in una umiliazione la più degradante» e altrove quando spinge alla guerra «capitanando squadre di fanatici».