Intervista alla teodem Paola Binetti «Non si tocca ma va applicata meglio»

di Maurizio Gallo

Una polemica sterile (è proprio il caso di dirlo) perché basata sull’interpretazione faziosa dei dati e non sui dati stessi. Una lettura negativa della legge 40 sulla fecondazione assistita che invece avrebbe solo bisogno di essere applicata meglio. Paola Binetti, medico, senatrice della Margherita ed ex presidente del Comitato «Scienza e Vita» non ha dubbi. I risultati dello studio dell’Istituto superiore di sanità relativi all’applicazione delle tecniche di Pma non significano che la normativa non funziona. 

Perché, senatrice? «Lo stesso ministro Turco ha fatto alcune critiche allo studio. Ha sottolineato che i dati sono incompleti e che non sono utilizzabili in modo aggregato perché il garante della Privacy non ha consentito lo scorporo e quindi un’analisi approfondita. E poi gli obiettivi della legge sono la tutela delle donne e degli embrioni. Le cifre vanno lette su questa base e su questa base ritengo che vadano bene».

Carlo Flamigni, dei comitato di bioetica, sostiene che la legge è «sostanzialmente fallita». Che ne pensa? «Le critiche di Flamigni per me sono un complimento. E consiglio di rifuggere da emotivismi e revanscismi».

Ma sono molti a dare un’interpretazione negativa di questi dati e a chiedere una modifica o addirittura l’abolizione della 40… «Questa interpretazione avviene da parte di chi tre anni fa ha combattuto ferocemente la legge. In realtà bisognerebbe solo applicarla meglio e implementare la campagna di prevenzione e informazione affinché non si utilizzi in età ormai avanzata. Infine si dovrebbe interrompere la campagna denigratoria contro i centri italiani che spinge molti italiani ad andare all’estero».

Nessuna modifica, quindi? «No. La legge 40 non si tocca».