Disegni di legge fermi in Senato. Non si tratta di questioni localistiche. La Federazione nazionale, che ha cambiato i suoi rappresentanti elettivi circa un anno fa, sta affrontando un periodo di rinnovamento, e anche il codice deontologico è stato riscritto, dopo lunga mediazione. L`attuale presidenza dell`oncologo Amedeo Bianco, presidente dell`Ordine di Torino, la città del ministro della Salute Livia Turco, sta lavorando, con prudenza ma determinazione, per dare maggior rilievo alle posizioni della professione, anche in sede di pareri espressi sui temi di attualità politica. Fu Bianco, eletto da pochi mesi, a dover affrontare la bufera del caso Welby. E lo fece con il suo stile mediato, ma non neutrale, sostenendo ad esempio che "il collega Riccio (il medico che staccò la spina a Welby, ndr) non ha commesso eutanasia perché non ha agito per eliminare una vita ma per rispondere alla domanda dell`uomo che chiedeva gli fosse soppressa". Ma anche: "Altro conto è dire se io avrei staccato la spina al posto suo". In questa situazione, un ordine come quello di Udine, a spiccata guida progressista si è assunto un trasparente ruolo di apripista, incaricandosi di lanciare i più rumorosi ballon d`essai. E lasciando poi alla normale dialettica interna e alla guida abile di Bianco di far procedere le cose. In questa chiave, secondo alcuni, va letto anche il convegno nazionale del 6 luglio. Al quale parteciperà fra gli altri Ignazio Marino, che non a caso vi vede la speranza di dare nuovo impulso al dibattito politico sul testamento biologico, alquanto rallentato nella commissione Sanità del Senato da lui presieduta.
Testamento biologico. La polemica fra Ordini dei medici si concentra su Udine. Due convegni in una settimana
Milano. "Volendo sintetizzare il senso del nostro convegno, andrebbero bene le parole d’ordine del documento approvato dall’Ordine dei medici di Milano: criticare la concezione unicamente contrattualistica della medicina; criticare l’esasperazione del principio di autodeterminazione del paziente; sostenere con forza l’idea di un’alleanza terapeutica tra paziente e medico; parlare del problema dell`accompagnamento del paziente nel suo percorso alla fine della vita". Medici che discutono di testamento biologico: ora tocca a Udine. Gian Luigi Gigli è infatti docente di Neurologia all`Università di Udine. Sarà lui ad aprire sabato 30 giugno al palazzo comunale di Udine un convegno dal titolo provocatoriamente veltroniano: "I Care: l`occhio del curante. Il medico e le problematiche di fine vita", organizzato sotto l`egida dell`associazione Scienza e Vita, e che vede tra i partecipanti il filosofo Francesco Botturi dell`Università Cattolica e il giurista Luca Marini della Sapienza, vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica. A Udine non per caso. Qui, la settimana successiva, si terrà anche l`atteso convegno nazionale dei FNMCeO, la Federazione nazionale dei medici e odontoiatri, sul tema "Etica di fine vita: percorsi per scelte responsabili", nel corso del quale verranno presentati i risultati di "ITAELD" (Italian End of Life Decision Study) un`indagine conoscitiva sulle pratiche e sulle opinioni dei medici italiani riguardo alle decisioni mediche di fine vita. Due eventi in relazione dialettica, se non proprio polemica: "Con il nostro convegno, promosso liberamente da un gruppo di medici – spiega Gigli – vorremmo contribuire a tenere aperto il dibattito su questi temi bioetici. E` infatti innegabile che ci siano posizioni differenti, per esempio tra l`Ordine di Milano e quello di Udine; ma a volte si rischia, magari involontariamente, di appiattirle. Ad esempio, anche senza conoscere ancora i risultati della ricerca promossa dalla Federazione nazionale, già sulla metodologia utilizzata ci possono essere giudizi discordanti. Anche di questo parleremo". Udine non per caso. Nei mesi scorsi, l`Ordine provinciale è stato protagonista di alcune iniziative che hanno provocato anche forti polemiche, rimbalzando fino alle aule parlamentari. A metà aprile, l`Ordine aveva sostenuto che la pillola del giorno dopo è un diritto per la paziente, e che dunque il medico obiettore, in caso di mancanza dì altro medico, fosse tenuto a prescriverla. A fine aprile, un convegno dell`Ordine lanciava addirittura un "modello" di testamento biologico, sottoscrivibile da medico e paziente, anticipando così in modo plateale la legislazione, che ancora non esiste, e contraddicendo tanto le proposizioni del codice deontologico quanto quelle del Comitato nazionale di bioetica. I promotori del convegno di Scienza e Vita sono grosso modo gli stessi che nei mesi scorsi hanno polemizzato con l`Ordine di Udine e con il suo presidente, Luigi Conte, su questi argomenti.