Il compromesso con la Cei porta al fallimento

Laicità. il testamento biologico e la timidezza del centrosinistra
Accade in una manciata di settimane. Savino Pezzotta, nel trasformare il Family Day in partito, promette di affossare il testamento biologico. La relatrice DS sul testamento biologico Fiorenza Bassoli, rinuncia ad adottare come testo base quello del professor Ignazio Marino. I teo-dem della Margherita esprimono preoccupazione per l’operazione Pezzotta. Sempre i teodem attaccano Marino, reo di opporsi all’ accanimento terapeutico. Il giudice Laviola dispone l’imputazione di Mario Riccio per aver aiutato Welby a interrompere la tortura alla quale era sottoposto. Giovanni Nuvoli chiede, muovendo gli occhi,di interrompere le terapie che lo tengono in vita: il senatore di Forza Italia Massidda chiede una perizia psichiatrica per Nuvoli.

Non servono retroscenisti per capire che sulle “scelte-di-fine-vita”, e in generale sulla bioetica si stanno giocando diverse partite collegate. Il protagonista più potente e determinato è il Vaticano, lanciato all’assalto delle istituzioni, contro le nuove leggi possibili (unioni omosessuali, testamento biologico, fecondazione assistita, ricerca sulle staminali, droga), per il sabotaggio delle leggi in vigore (aborto, pillola del giomo dopo, autodeterminazione delle terapie). Le gerarchie ecclesiastiche devono fare i conti con un’opinione pubblica che ancora resiste. La lotta di Welby era condivisa in maggioranza anche dai cattolici. Il testamento biologico riscuote consensi enormi anche tra l’elettorato di centrodestra. In Parlamento invece i numeri sono risicatissimi. In queste condizioni, le forze che si dicono laiche hanno di fronte un’alternativa netta: investire sull’ opinione pubblica, sperando di condizionare i numeri in Parlamento oppure puntare sul compromesso con la Cei, aspettandosi di ricevere in cambio un atteggiamento meno intransigente. I leader del Partito democratico hanno finora seguito la seconda strada che Piero Fassino descrive ricorrendo alla fumosa formula della ricerca di “etiche condivise”, creando il fantoccio polemico dei “laicisti” che vorrebbero “chiudere la bocca alla Chiesa”. I risultati finora ottenuti sono fallimentari; il compromesso si trasforma in paralisi, la Cei si compatta sulle posizioni oltranziste, il Family Day, con la rete finanziata dall’8 per mille, è ora una pistola puntata contro il Partito democratico. Come se ne esce? Oggi e domani si terrà alla sala Capranichetta di piazza Montecitorio il Consiglio generale dell’associazione Luca Coscioni per la libertà dì ricerca scientifica alla quale sono iscritti una cinquantina di parlamentari, anche di centrodestra. Esattamente un anno fa il nostro Consiglio deliberava iniziative per la regolamentazione dell’eutanasia. Uno dei co-presidenti era un tale Piero Welby, noto a quattro gatti radicali. Dopo qualche mese sarà leader di una lotta conosciuta in tutto il mondo. Oggi, l’associazione attiva un fondo per la difesa processuale dì Mario Riccio, mette a disposizione di Giovanni Nuvoli un collegio medico per assisterlo nel rispetto della sua volontà, si impegna nel sostegno di una buona legge sul testamento biologico, chiede un’indagine sull’eutanasia clandestina, si appresta a trasferire a centri di ricerca esteri embrioni abbandonati in Italia, organizza il congresso mondiale per la liberta di ricerca. Abbastanza per evitare la resa incondizionata all’Oltretevere? Naturalmente no. Le forze di “posizione” laica dovrebbero ascoltare i propri elettori. Non si tratta solo dei Ds, di una parte di Margherita, o di alcune personalità della Cdl. Per realizzare una nuova San Giovanni laica, una grande mobilitazione nazionale a favore della libertà e responsabilità delle scelte di vita, riproduzione, ricerca, terapia è necessario che il sindacato trovi il coraggio di affermare tali obiettivi come parte integrante dei diritti civili; è necessario che la sinistra comunista non si accontenti di raccogliere la rendita -della “posizione”, appunto- lasciata finora libera nel Pd; è necessario che la Rosa nel pugno recuperi anche nella componente Sdi l’ambizione del progetto che l’aveva resa “l’unica novità della politica italiana”. Per tutti loro l’associazione Luca Coscioni è uno strumento a disposizione.