Dopo un ulteriore rinvio, la commissione Sanità del Senato ha stabilito di iniziare martedì l’esame degli otto disegni di legge sul testamento biologico. Le cose non sono, però, affatto semplici. Sembrano, anzi complicarsi. Da un anno la commissione sta discutendo attorno al tema, sono state tenute numerosissime audizioni per dipanare la materia, ma finora non è stato ancora trovato un accordo su un testo base, dal quale partire per cercare di giungere ad un testo sul quale concordare. Ci sono ancora riserve da parte dei teo-dem, come si può rilevare da quanto dichiarato a l’Avvenire dalla senetrice Emanuela Baio e dall’affermazione di Paola Binetti, secondo cui questa legge non è tra le priorità del Paese. C’e l’ex presidente della commissione, Antonio Tommassini, Fi, il quale ritiene «pura demagogia» voler discutere ancora su tutti e otto i ddl. Si prevedono, perciò, ostacolo da parte dell’opposizione. Tommasini chiede, infatti, un’ulteriore «pausa di riflessione». Si tenga presente che il provvedimento dovrà passare al vaglio dell’aula e poi dell’altro ramo del Parlamento, con tutto quello che ciò significa in termini di richieste di modifica. Se tutto ciò non bastasse, si annunciano altre due proposte, della senatrice Emprin di Rifondazione e di Giampaolo Silvestri dei Verdi-Pcdi. li presidente della commissione, Ignazio Marino, Ulivo, primo firmatario con Anna Finocchiaro di una proposta di legge, cerca di rassicurare, mostrando qualche tratto di ottimismo. «Fiorenza Bassoli – segnala – che è la relatrice dei ddl, ha preso l’impegno di esaminare martedi il percorso fatto fino ad adesso». «Credo – aggiunge – che ripercorrere quanto e stato discusso in un anno di lavoro, all’interno di 49 audizioni, sia un passo assolutamente necessario per avviare la discussione generale su un provvedimento che credo tutto il Paese aspetti».
A suo giudizio occorre «cercare di cogliere i punti comuni a tutti i testi e poi arrivare, attraverso la discussione generale, alla scelta di un testo unificato». La relatrice conferma quanto precisato da Marino, ribadendo che «si partirà dai punti comuni» e poi «si costruirà il consenso su altre questioni». Si tiene però prudente sui tempi. Alla domanda se si riuscirà a varare il ddl entro l’estate risponde: «È una legge attesa, ma non possiamo fame una questione di tempi: importante e avere una buona legge che dia diritti e sicurezza». Un’affermazione che fa immediatamente insorgere il radicale Marco Cappato, che parla di «primo cedimento dei Ds al ricatto della componente teo-dem mobilitata a preparare l’affossamento, dopo i Dico, anche del testamento biologico». Bassoli insiste però nel voler dare «massima libertà» al dibattito generale «perché questo è un argomento particolare che riguarda la vita e la morte». «Non dobbiamo – insiste – riproporre lo scontro tra una legge di centrodestra e una di centrosinistra: d’altra parte, ci sono ddl di entrambi gli schieramenti». Si parte in salita dunque e con punti ancora controversi, tra i quali Marino individua quelli della idratazione e della nutrizione (sui quali obietta, appunto, Baio), e di come si deve intendere questo tipo di terapie, rispetto al paziente che non ha più nessuna possibilità di recupero dell’ integrità intellettiva. Al quali occorre, aggiungere, per Bassoli, pure la delicata questione dell’obiezione di coscienza dei medici. Martedì la giornata della verità