Per la prima volta al mondo è stata ricostruita una vagina utilizzando cellule staminali della stessa paziente. Gli interventi, finora due, sono stati eseguiti in Italia, nel Policlinico Umberto I di Roma.
La prima paziente e stata operata un anno fa, a 28 anni ed ora si è sposata ed è in buona salute. La seconda, una ragazza di 17 anni, è stata operata martedì e l’intervento ha avuto successo. Le due donne erano prive di vagina a causa di una malformazione dovuta alla sindrome Mayer Von Rokitansky -Kuster HausePer. Ricostruire in laboratorio la prima vagina biotech con le cellule staminali prelevate dalla stessa paziente è stato il primo passo reso possibile dalla possibilità di riconoscere le cellule staminali della mucosa e di farle moltiplicare. “Un primo passo importante che apre la strada a nuove possibilità, come quella di coltivare la mucosa intestinale o quella della bocca, ma anche congiuntiva e cornea”, ha osservato la ricercatrice che ha curato questa fase dell’intervento, Cinzia Marchese, direttrice laboratorio di Biotecnologie cellulari del Policlinico. In laboratorio è stato ottenuto un lembo di mucosa di poco più di tre decimetri quadrati ed eseguire l’impianto è stato il gruppo di Pierluigi Benedetti Panici, del reparto di Ginecologia e ostetricia dell’Umberto I.
La prima paziente e stata operata un anno fa, a 28 anni ed ora si è sposata ed è in buona salute. La seconda, una ragazza di 17 anni, è stata operata martedì e l’intervento ha avuto successo. Le due donne erano prive di vagina a causa di una malformazione dovuta alla sindrome Mayer Von Rokitansky -Kuster HausePer. Ricostruire in laboratorio la prima vagina biotech con le cellule staminali prelevate dalla stessa paziente è stato il primo passo reso possibile dalla possibilità di riconoscere le cellule staminali della mucosa e di farle moltiplicare. “Un primo passo importante che apre la strada a nuove possibilità, come quella di coltivare la mucosa intestinale o quella della bocca, ma anche congiuntiva e cornea”, ha osservato la ricercatrice che ha curato questa fase dell’intervento, Cinzia Marchese, direttrice laboratorio di Biotecnologie cellulari del Policlinico. In laboratorio è stato ottenuto un lembo di mucosa di poco più di tre decimetri quadrati ed eseguire l’impianto è stato il gruppo di Pierluigi Benedetti Panici, del reparto di Ginecologia e ostetricia dell’Umberto I.