Adolescenti milanesi. Avete vergogna a dire ai vostri genitori che col vostro partner avete deciso, come si dice, di correre un po’ troppo? Nessun problema: ci pensano i Radicali, che in questi casi sono meglio di una onlus. Ieri, all’uscita di scuola, gli studenti dell’illustre scuola si sono trovati davanti un banchetto con preservativi gratuiti e ricette della pillola del giorno dopo disponibili per tutti, smazzate come gli inviti della discoteca.
Per i profilattici bastava allungare la mano e prenderne quanti ne servivano e per l’anticoncezionale era sufficiente dare nome e cognome al ginecologo che metteva la firma su ricette già compilate. L’iniziativa è dei Radicali Milano. che fino alla fine dell’anno scolastico gireranno una decina di istituti superiori per portare ai ragazzi la loro campagna: più informazione e più libertà nell’accedere a certi farmaci. «La pillola del giorno dopo deve diventare un prodotto da banco. Faremo questa richiesta, tramite una lettera, anche al ministro della Salute Livia Turco», spiega Silvio Viale, il medico presente ieri davanti al Parini col ricettario in mano. «Abbiamo scelto la fine dell’anno, perché per i ragazzi le vacanze significano viaggi, nuove conoscenze e relazioni», aggiunge Manlio Mele dei Radicali: “Contando che un terzo degli adolescenti ha dichiarato che fa sesso non protetto, questa campagna di informazione è necessaria. E gli aborti aumentano dopo l’estate», riporta i dati Viale. Al banchetto si avvicinano più che altro le ragazze, più spavalde dei coetanei maschi, che prendono un paio di preservativi a testa e accettano la ricetta volentieri perché, assicurano, «può sempre servire». «Per esperienza dico che i medici che non prescrivano la pillola del giorno dopo creano anche conseguenze gravi», racconta una 17enne.
I giovanotti sono meno informati: di pillole sanno poco o niente, sui preservativi si sprecano le battutine e del fatto che la notizia del banchetto dei Radicali girava a scuola da qualche giorno dicono: «Non ne sapevamo mente. Ma tanto conosciamo già tutto in materia».
Il banchetto distribuisce anche una copia dell’intervento dell’onorevole Maurizio Turco della Rosa nel Pugno che chiede di far diventare la pillola un farmaco da banco, un opuscolo sulla sessualità e una lettera dove si spiega che le ragazze, anche se minorenni, hanno il diritto di avere la prescrizione medica, con o senza genitori al seguito. Oggi i Radicali saranno al liceo scientifico Luigi Cremona e all’Itc Gino Zappa, poi, fino al 7 giugno, andranno in altre 7 scuole superiori. «Invitiamo il sindaco a fare più informazione», dice Valerio Federico, dei Radicali Milano. «Non fanno niente», aggiunge Viale. che chiosa: «Se imbastissero una campagna sull’astinenza, sarebbe fuori dal tempo, ma almeno sarebbe un segnale per alimentare il dibattito». «Nel periodo del kit delle droghe, noi scegliamo un approccio diverso, quello della responsabilità, perché i ragazzi vanno informati», conclude Federico.
«Ma che responsabilità? Questa è follia», ribatte l’assessore alla Salute Carla De Albertis: «Questi consegnano delle ricette per un farmaco in mezzo alla strada a delle minorenni. Senza una visita o un controllo. Non è questione di ideologie o punti di vista. Parliamo della salute dei ragazzi, su questo non si può giocare. Per discutere di pillola e di contraccettivi ci sono sedi più adeguate». Ancora più incredulo dell’iniziativa è don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus: «E’ gente che mette le ideologie prima delle persone. Il punto non è che diano o meno il preservativo gratis, ma che lo facciano senza sapere chi hanno di fronte, senza parlare ai giovani, senza capire il perché questi ragazzi facciano determinate scelte sessuali».