Marco Cappato, da parlamentare europeo si aspettava una giornata simile? «Purtroppo i russi non ci stupiscono con le loro violenze. Anche lo scorso anno si accanirono contro il Gay pride. Pero…».
Però? Questa volta sono andati un po’ più in là.
Per via del fermo di polizia suo e del funzionario europeo Ottavio Marzocchi? «Per via delle motivazioni di quel fermo: io mi sono messo a urlare per chiedere la protezione della polizia visto che stavano prendendo a calci Ottavio. E i poliziotti, in tutta risposta, hanno portato in commissariato me, Ottavio e tre attivisti radicali russi. Loro rischiano la galera, mentre noi…»
Voi? «Ce la siamo cavata grazie all’intervento della nostra ambasciata. Ma dentro il commissariato sono successe cose assurde».
Di che genere? «Volevano farmi firmare una carta dove si sosteneva che il mio arresto era dovuto a una violazione del codice stradale».
Violazione del codice stradale? «Già, così mi ha tradotto un’amica russa. Non sapevano come giustificare, altrimenti, quel fermo di polizia. Metodi di una Russia che credevamo non esistesse più».
E cosa ha fatto? «Non l’ho firmato. Ho detto: non mi riconosco in questo verbale. Ma se non ci fosse stato il console non so come sarebbe andata a finire».
Ma quanti erano quelli che vi hanno aggredito? «Non lo so, ma pochi alla fine. Mi verrebbe da dire una decina di esagitati. Tra questi teste rasate, donne e anche due preti».
Preti? «Sì, preti ortodossi: con il barbone, i medaglioni e tutto quanto. Erano accaniti: tiravano le uova e insultavano»..
Però? Questa volta sono andati un po’ più in là.
Per via del fermo di polizia suo e del funzionario europeo Ottavio Marzocchi? «Per via delle motivazioni di quel fermo: io mi sono messo a urlare per chiedere la protezione della polizia visto che stavano prendendo a calci Ottavio. E i poliziotti, in tutta risposta, hanno portato in commissariato me, Ottavio e tre attivisti radicali russi. Loro rischiano la galera, mentre noi…»
Voi? «Ce la siamo cavata grazie all’intervento della nostra ambasciata. Ma dentro il commissariato sono successe cose assurde».
Di che genere? «Volevano farmi firmare una carta dove si sosteneva che il mio arresto era dovuto a una violazione del codice stradale».
Violazione del codice stradale? «Già, così mi ha tradotto un’amica russa. Non sapevano come giustificare, altrimenti, quel fermo di polizia. Metodi di una Russia che credevamo non esistesse più».
E cosa ha fatto? «Non l’ho firmato. Ho detto: non mi riconosco in questo verbale. Ma se non ci fosse stato il console non so come sarebbe andata a finire».
Ma quanti erano quelli che vi hanno aggredito? «Non lo so, ma pochi alla fine. Mi verrebbe da dire una decina di esagitati. Tra questi teste rasate, donne e anche due preti».
Preti? «Sì, preti ortodossi: con il barbone, i medaglioni e tutto quanto. Erano accaniti: tiravano le uova e insultavano»..