Ospedale di Matera: distrutti i cordoni

di Rita Fatiguso
Staminali. Inchiesta del ministero
Il verbale. Un documento del febbraio 2006 attesta [‘eliminazione del materiale biologico per «non sussistenza delle condizioni di qualità»

Milano – Ora è ufficiale. La banca di staminali dell’ospedale di Matera non c’è più. O, almeno, «il materiale biologico conservato in azoto liquido nei contenitori numerati da 1 a 4» è stato distrutto. Recita così il verbale di cinque pagine datato 22 febbraio 2006, firmato dai quattro presenti: la dottoressa Cauzillo del dipartimento di Sicurezza e solidarietà sociale della Regione Basilicata, il dottor Aloia della Direzione sanitaria dell’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, il dottor Giannella direttore del servizio immunotrasfusionale e, infine, il dottor Vito Gaudiano, direttore sanitario della Asl 4 di Matera e responsabile della raccolta dal novembre 2004.

Il verdetto: «Non sussistenza delle condizioni di qualità e sicurezza necessarie per l’utilizzo clinico». Al dottor Gaudiano, a dieci mesi dalla firma del verbale ufficiale interno di distruzione, Il Sole-24 Ore (si veda l’articolo del 3 marzo 2006) aveva chiesto lumi: s’erano perse le tracce della banca regionale di sangue cordonale dell’Ospedale Madonna delle Grazie, tra le prime strutture in Italia ad attivare, almeno dieci anni fa, con i fondi del Piano sanitario regionale, la manipolazione delle cellule staminali. Finché una donatrice, Rosa Viola, un’insegnante di Picerno (Potenza), con una lettera del 30 agosto 2006, non aveva chiesto alla Direzione sanitaria dell’Asl 4 di Matera e alle autorità regionali «che fine avesse fatto il cordone delle staminali da lei donato alla banca dell’Ospedale nel 1997». La struttura risultava “in sonno” dal 2002. Due anni dopo, appunto nel novembre 2004, la direzione dell’Asl 4 di Matera, con regolare inventario e contestuale passaggio ufficiale di consegne, aveva trasferito i cordoni -una dote di cinquecento sacche- dal Centro microcitemico al Centro trasfusionale, diretto da Vito Gaudiano. Pur restando nella stessa struttura, le sacche avevano cambiato piano. Fino al verbale di distruzione datato febbraio 2006. Il direttore sanitario dell’ Ospedale, dieci mesi dopo la distruzione del materiale, aveva riferito al Sole-24 Ore «di un’istruttoria interna ed esterna in corso, affidata al medico legale responsabile, da settembre, del rischio clinico dell’ospedale, Aldo Di Fazio». Aggiungendo, in seguito, che «la banca è inattiva e che alla signora Viola sarà data presto una risposta». Dice, oggi, il dottor Gaudiano: «L’istruttoria interna è sempre in corso». E, aggiunge: «Sul caso ha aperto un’inchiesta anche il ministero della Salute» . Precisa il responsabile legale del rischio clinico, Aldo Di Fazio: «Ci vorrà tempo, la strada verso la verità è lunga». Sulle staminali il ministro della Salute, Livia Turco, ha appena firmato un’ordinanza che «apre» alla conservazione del cordone per uso autologo, cioè personale, da regolamentare per legge. Il ministro sembra orientato a consentirla solo per una quota del cordone, conferendo il resto a fini solidaristici. La conservazione spetterà solo a banche di strutture pubbliche e assimilate. Attualmente, si tratta di una quindicina di realtà