Agenda Coscioni e Otto Pagine

Quando Luca Coscioni, malato di sclerosi laterale amiotrofica, mandò al Partito radicale un’email per partecipare alle nostre elezioni telematiche, era un giovane ricercatore universitario malato, quasi completamente paralizzato che si esprimeva attraverso un computer. Dopo pochi mesi, Luca era Presidente di Radicali italiani, capolista della Lista Bonino, sostenuto da decine di premi Nobel e migliaia di scienziati che con lui chiedevano libertà di ricerca scientifica, in particolare sulle cellule staminali embrionali, per cercare la cura a malattie terribili.

Cos’era accaduto a Luca, e a noi? La conoscenza ci aveva trasformati. Ci eravamo conosciuti, e riconosciuti nell’urgenza del suo obiettivo, nelle urgenze incarnate dal suo corpo. Con l’Associazione per la libertà di ricerca scientifica intitolata a Luca Coscioni, abbiamo organizzato malati, medici, scienziati e ricercatori di ogni provenienza politica, per la libertà di scienza, coscienza, conoscenza. Quella stessa conoscenza che coinvolse un altro malato inchiodato a un letto e libero di comunicare grazie a un computer: Piero Welby, all’improvviso noto ai cittadini italiani come protagonista di una storia straordinaria di lotta per la libertà e responsabilità di scelta, nella vita e alla fine della vita.

Adriano Lombardi è un’altra storia straordinaria, che abbiamo conosciuto grazie al fatto che Adriano trovò la forza di venire al nostro congresso a Roma, e con il quale avevamo perso i contatti, per colpa della malattia inesorabile che è progredita.

Se oggi l’abbiamo ritrovato, dobbiamo ringraziare Ottopagine, che ha la generosità di “imbarcarsi” mensilmente le nostre scomode e spero ricche pagine di Agenda Coscioni. Già questo è moltissimo, per noi dell’Associazione Coscioni. Ora però dobbiamo far sì che serva anche a cittadine e cittadini di Avellino, per farsi forza della propria condizione di debolezza, di malattia, di disabilità o vicinanza con persone che necessitano aiuto, assistenza e libera ricerca. Possiamo dire che oggi il territorio avellinese è privilegiato, perché in molti potranno venire a sapere di storie e speranze che non sono raccontate dai media ufficiali, in nessun posto d’Italia.