E’ un suo diritto, garantito dalla Costituzione». «Vorremmo davvero – aggiunge Cappato – che non si aprisse ora il festival di chi vorrà, in nome della Vita, che la vita di Nuvoli, il suo corpo ridotto a uno scheletro continuino ad essere torturati. Purtroppo quel festival di aguzzini e di violentatori del corpo e della persona Giovanni Nuvoli si scateneranno ancora una volta, scandalizzandosi a reti unificate contro “l’accanimento mediatico” radicale, o altre idiozie di questo tipo». Le previsioni di Cappato sono confermate dalle dichiarazioni della senatrice dell’ Udc Sandra Monacelli:
L’appello di Nuvoli: «Voglio morire senza soffrire»
di Costantino Cossu
«Non ho mai cambiato idea e voglio morire senza soffrire, addormentato». Giovanni Nuvoli parla durante una conferenza stampa. Usa il sintetizzatore vocale, che dopo alcune settimane d’uso ha imparato ad usare (sta tenendo un diario). Malato di sclerosi laterale amiotrofica, totalmente paralizzato, è rientrato a casa il16 aprile dopo quattordici mesi passati nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Nuvoli, che ha 53 anni ed è un ex arbitro di calcio, ha anche detto di aver trovato un medico disposto a staccare la spina del respiratore che lo tiene in vita. Il caso Nuvoli è così ritornato al centro dell’attenzione. E di nuovo s’è accesa la polemica. «Nuvoli ha detto ciò che aveva da dire. Abbiamo fatto il possibile – dice Marco Cappato, deputato europeo radicale – perché la condizione nella quale era stato recluso per un anno, in terapia intensiva, con un’ora di visite al giorno e senza computer, fosse superata. Ora però Nuvoli, da casa sua e con la sua “voce” al sintetizzatore, ha confermato che vuole sospendere il trattamento che lo mantiene in vita, e che vuole farlo senza soffrire.