BRINDISI. Pugliesi, alla ricerca di un figlio: 4.000 coppie l’anno. 35mila le coppie (fra sposate e conviventi) si formano, ogni anno, in Puglia. Di queste, circa 6.000 accusano, nel primo anno, problemi di sterilità o difficoltà a generare un figlio. Nei 5 anni successivi, 20.000.
I conflitti – La situazione è vista, spesso, come un dramma e molte coppie – circa 10% – instaurano conflitti interpersonali e 3 volte su dieci, l’unione o il matrimonio si sfascia fra recriminazioni ed accuse reciproche. Una volta su 15, uno dei partner o ambedue si ritengono «colpevoli» (si sentono inquisiti con «di chi la colpa? ») e rimediano un complesso che si evidenzia con senso di vergogna (in Puglia e al sud e nei centri più piccoli più accentuata e frequente anche se, negli ultimi tempi, è in progressiva diminuzione).
I rimedi – Circa 2.400 coppie pugliesi, nel 2004 (ultimo dato a disposizione), hanno fatto ricorso a trattamenti di fecondazione assistita di primo o secondo livello. Ma circa il 30% – ha detto il dr. Andrea Borini, presidente Cecos Italia e dell’osservatorio sul turismo procreativo – emigra alla ricerca di un figlio. Non sempre le scelte premiano e, a volte, per motivi economici, si raggiungono Paesi dell’Est che non forniscono garanzie ed i risultati sono aleatori (l’Ucraina, per esempio ha il maggior numero di infezioni Aids nel mondo occidentale e un’ovodonazione – proibita in Italia – costa 1.000-2.000 euro rispetto a 6-7.000 di altri Paesi).
I centri – In Puglia c’è stata una contrazione del loro numero e della relativa attività (registrata anche altrove). Nel 2004, erano 22 iscritti al Registro, oggi sono sei. Gli altri o non più operanti o segnano il passo e attendono. Il Cecos Italia – ha detto Borini – a fine 2006, comprendeva 24 centri in Italia (tra cui uno a Brindisi, «Probios») ed ha registrato, dopo la legge 40 del 19 febbraio 2004, lieve diminuzione delle gravidanze ed aumento delle gemellari o trigemellari (addebitabili alla disposizione di legge di inseminare 3 ovociti e non congelare l’embrione) che rappresentano rischi e problemi di gestione. Nella struttura di Brindisi, operativa dal 2000 – ha detto il dr Borini, che ne è responsabile clinico-scientifico, l’anno scorso, abbiamo eseguito 50 trattamenti di cui due con ovociti congelati. Una struttura che – ha sottolineato il direttore Fulvio V.Faggiano – si propone per l’aiuto alla coppia ed il rispetto della persona.