Filomena Gallo: non ci fanno lavorare, lascio le pari opportunità

di Gabriele Bojano
Filomena Gallo, Membro della Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno

Provincia, la presidente della commissione si dimette.
Ha scelto una data non casuale, quella dell’8 marzo, Festa della donna, per annunciare le sue dimissioni da presidente della commissione pari opportunità della Provincia di Salerno. Una lettera indirizzata al presidente della Provincia, Angelo Villani, al vicepresidente Gianni Iuliano e all’assessore alle politiche sociali Guerrino Terrone in cui l’avvocato Filomena Gallo lamenta l’impossibilità di poter continuare per mancanza assoluta di risorse economiche. «Una commissione sulla carta – scrive la presidente nominata nel 2005 – non serve a nessuno, ed io non intendo prendermi responsabilità che dall’esterno mi vengono attribuite senza averne colpa».

Presidente, cosa è successo? «Credo che una commissione pari opportunità non debba limitarsi a dare indirizzo di azioni, deve intervenire sul concreto con a z i o n i non finalizzate al momento, ma che producano effetti nel tempo. Per fare ciò servono risorse economiche, fondi che la commissione non ha, e non avrà viste le notizie giunte sul bilancio ».

Dimissioni irrevocabili? «Saranno presentate ufficialmente a luglio, quando avrò concluso l’ultimo progetto a cui partecipo per la commissione, la borsa di studio dedicata alle due donne vittime del rogo di Montesano che lavoravano a nero in una fabbrica. Non amo lasciare lavori non conclusi».

Da qui a luglio cosa potrebbe succedere? Per ritornare sui miei passi dovremmo avere somme congrue a disposizione per azioni positive sul territorio, ciò sarà a beneficio non mio personale (ho accettato un incarico che mi porta 3, 59 euro al giorno)ma a beneficio di tutta l’amministrazione provinciale».

Come hanno reagito alla Provincia? «Con una risposta formale, ’parliamone’. Nessuna risposta scritta».

Sembra che ci sia poca attenzione… «È abbastanza sconfortante, noi dovremmo dare pareri su tutti gli atti del consiglio provinciale. Ebbene sa quanti atti sono pervenuti in commissione in un anno? Zero. Tutto questo mentre all’esterno ci fanno i complimenti per i progetti che cerchiamo di portare avanti».

Come hanno preso questa situazione le altre componenti della commissione? «La maggior parte è pronta ad andar via con me, sono quindici donne in gamba, come Alberta Antonini, presidente provinciale Cif, Pina Vairo, sindaco di Torre Orsaia, Pina Casella, nostra rappresentante all’ospedale Ruggi, l’imprenditrice Carmela Buonocore. Donne che hanno voglia di fare qualcosa per il territorio, oggi purtroppo ridotte a strumento inerme».

Ma le quote rosa servono o no? «È un modo per aggirare la nostra presenza nella politica: ci danno anche ministeri ma senza portafoglio. Quello che manca davvero è lo spazio a nostra immagine, in cui non dover subire regole e modelli che non ci appartengono ».

Lei collabora con il ministro Emma Bonino. È iscritta alla Rosa nel Pugno? «Sono iscritta all’associazione Luca Coscioni, ne sono anche membro di giunta. È un’associazione alla quale hanno aderito sia persone di destra che di sinistra».

Donne nei luoghi di potere: la convince l’onorevole Mara Carfagna? «Non condivido il suo impegno politico, è arroccata su posizioni troppo tradizionali tendenti all’integralismo. La famiglia oggi è quella che fuoriesce dalla fotografia della società italiana, bisogna considerare anche i nuclei non tradizionali».

L’assessore provinciale Filomena Arcella? «Una donna determinata, affronta non poche difficoltà nel lavoro che fa».

Il vicesindaco di Salerno Eva Avossa? «Un vicesindaco donna è un buon segnale, qualcuno dice che è «oscurata« da De Luca. Ma non è colpa sua, è la figura del sindaco che è preponderante. E poi, avete forse visto emergere la figura di qualche assessore uomo?

Eva Longo, sindaco di Pellezzano? «Non la conosco. Conosco invece il sindaco di San Rufo, Pina Benvenga, il vicesindaco di Castellabate, Luisa Maiuri. Nelle amministrazioni del Salernitano c’è una buona percentuale di presenze femminili, solo che non hanno ruoli decisionali. Siamoalle solite: è come se ci dessero un contentino. La strada da fare è ancora tanta».

Il suo obiettivo? «Realizzare sul territorio azioni che consentano a tutte le donne della provincia di Salerno la piena conoscenza dei loro diritti e tutele. Perchè una società dove le donne vivono meglio è a beneficio anche dell’uomo».