Aborto, Pedrizzi (An): Per i radicali l’obiezione coscienza vale solo per la morte

Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, commenta l’esposto contro il Vaticano presentato alla Procura della Repubblica di Firenze dall’onorevole Donatella Poretti (Rnp) e dal presidente dell’Aduc, Vincenzo Donvito: “Per i radicali l’obiezione di coscienza per la morte si può fare, l’obiezione di coscienza per la vita no”. “Per una vita i radicali hanno contrabbandato – osserva Pedrizzi – la violazione delle leggi (pensiamo alla Bonino sull’aborto, a Pannella sulla droga o all’Associazione Luca Coscioni sugli embrioni) come non violenza gandhiana, disobbedienza civile carica di tensione morale. Per una vita ci hanno detto di essere pronti a pagare in prima persona le conseguenze penali dei loro atti illegali, disposti ad immolarsi, pur di cambiare norme ritenute ingiuste. Ora, invece, -rileva l’esponente di An- denunciano il Vaticano, accusandolo nientemeno che di istigazione a delinquere, e vorrebbero vedere sbattuto in gattabuia monsignor Sgreccia, solo perché la Pontificia Accademia per la Vita ha chiesto a tutti coloro che sono coinvolti nei processi decisionali che possono ledere il diritto alla vita, di esercitare una coraggiosa obiezione di coscienza. L’obiezione di coscienza è un diritto naturale, fondamentale, inalienabile della persona umana. In quanto tale viene prima dello Stato, della Costituzione e delle leggi, che devono prenderne atto, riconoscerlo e garantirlo. Ovviamente – conclude Pedrizzi – si parla di una coscienza rettamente formata, cioè rispettosa della legge morale naturale, che è valida per ogni uomo”.