Poi, però, è bastato affrontare il tema della solidarietà sociale alla luce di una frase apparentemente innocua contenuta in un provvedimento legislativo di cui si è cominciato a discutere in commissione almeno un anno fa per veder ripiombare laula di via Anzio a Potenza in pieno clima anni cinquanta. Tipo Peppone e Don Camillo.
Con gli uni pronti a schierarsi a difesa dellortodossia cattolica. E gli altri altrettanto decisi a non farsi sopraffare da una visione strumentale clericale della cosiddetta centralità della famiglia.
Pomo della discordia larticolo 2 della legge- Che è poi larticolo dei principi ispiratori. Una sorta di architrave teorico di cui nessuno, forse, si sarebbe accorto, se il consigliere Lapenna non si fosse impuntato, a mo di cane da guardia delle sacre scritture, sulle tre parole ritenute scandalose allinterno di un articolato di grande portata sociale.
Le tre parole incriminate sono: stabili relazioni affettive. Che è poi un modo surrettizio, a sentire Forza Italia, per aprire le porte alle unioni di fatto tra appartenenti allo stesso sesso. Ai famigerati Pacs di cui si sta discutendo a livello nazionale. E contro i quali si è levata forte la condanna della Chiesa.
Niente di tutto ciò, hanno ribattuto dal centrosinistra. Quelle stabili relazioni affettive altro non sono che i rapporti tra nonno e nipote. Meglio ancora tra uomini e donne che non possono, per varie ragioni, contrarre regolare matrimonio. Perché separati da altri compagni. O perché alle prese con condizioni familiari di disagio. Ma sulla cui relazione affettiva non vi è dubbio.
Su un piano strettamente pratico, che quelle tre parole ci siano o non ci siano è la stessa cosa. Però è chiaro che la questione è diventata politica e per un attimo ha rischiato di creare una frattura tra Ds e Margherita quando lassessore alla Sanità, il diessino Rocco Colangelo, che pure sera detto disponibile qualche settimana fa ad accettare un emendamento soppressivo, al momento del voto in aula ha detto: le stabili relazioni affettive restano tra i principi ispiratori della legge. Perché non si possono accettare ricatti ideologici. E né possiamo esporci sempre al fuoco di fila della sinistra antagonista o dei radicali alla Bolognetti, che ci farebbero a pezzetti se cedessimo su questo punto, per il timore di esporci alle critiche del mondo cattolico.
Ripetiamo: la disputa era(ed è) puramente accademica, posto che solo a livello nazionale si può decidere eventualmente di introdurre i Pacs. Tanto è vero che, alla fine, ci ha pensato Gennaro Straziuso con un emendamento che ha in sé una forte radice pleonastica a salvare capre e cavoli. Dicendo: sì alle stabili relazioni affettive, ma solo nellambito delle norme vigenti. Per cui, se le unioni di fatto non esistono perché non cè ancora una legge nazionale che le disciplina automaticamente esse non potranno mai avere diritto di cittadinanza in Basilicata. Diciamo la verità: questa disputa non ci appassionerebbe più di tanto se non avesse, come sottofondo, un riflesso politico-diplomatico nei rapporti tra Politica e Chiesa. E se non rischiasse di creare come probabilmente creerà un forte imbarazzo negli alti vertici della gerarchia ecclesiale. Ci spieghiamo meglio: nel momento in cui due esponenti autorevoli del centrodestra, come Cosimo Latronico e Sergio Lapenna notoriamente vicini al mondo cattolico hanno ingaggiato(e apparentemente perso) una guerra santa per difendere la centralità della famiglia, messa in pericolo, a loro avviso, da una deriva laicista della legislazione regionale di Basilicata, è facile presumere che la cosa non finisca lì. Qualcuno chiede a mons. Agostino Superbo in qualità di presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata di fare da arbitro in questa disputa tra esponenti del mondo cattolico del centrodestra. E tra quelli che invece militano nel centrosinistra, che un po si sono salvati la coscienza non solo approvando lemendamento Straziuso, ma facendo passare, su richiesta dellUdeur, un esplicito sostegno agli oratori parrocchiali che operano in quasi tutti i comuni lucani.
Immaginiamo limbarazzo di mons. Superbo e degli altri vescovi di Basilicata.
I quali come sè divertito ad evidenziare ieri il segretario regionale dei Radicali Lucani, recuperando una informazione resa nota da questo giornale avevano avuto in visione preventiva il testo di legge messo a punto dal centrosinistra. Solo che i Presuli o quanti per loro conto hanno letto larticolato non si sono accorti di quelle stabili relazioni affettive.
E le hanno fatte passare senza, volerlo, tra i principi ispiratori della legge.
Se così è, immaginiamo che Cosimo Latronico e Sergio Lapenna, che forse sotto sotto saspettavano di sentirsi dire almeno bravi dalle gerarchie ecclesiali, rimarranno fortemente delusi. Perché mons. Superbo e gli altri vescovi lucani si chiuderanno in un sacrale silenzio. E faranno finta di non aver visto i Peppone e i don Camillo scornarsi, come non accadeva da anni, su tre, apparenti, innocue parole: stabili relazioni affettive.
P.S. Nota di Maurizio Bolognetti
Molto ci sarebbe da dire sullanalisi effettuata dallamico Nino Grasso, ma, ahimè, da circa sette giorni siamo stati letteralmente cancellati dalle pagine dei giornali lucani.
Se il tempo sarà clemente, cercheremo di dare qualche risposta e dire la nostra in piazza M. Pagano(Potenza).
Da Basilicatanews, 7 Febbraio
Basilicata/Pacs
BOLOGNETTI (RADICALI): “IL PARTITO DEMOCRATICO SARA’ UN SOGGETTO A TRE?”
Il segretario dei radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, nel commentare lapprovazione della legge sulla rete integrata dei servizi di cittadinanza sociale, ha criticato il comportamento dellassessore alla sanità Colangelo perché si sarebbe premurato di sottoporre al controllo preventivo della Cei lucana i contenuti di una legge regionale. Critiche anche al consigliere regionale di Forza Italia, Lapenna, che aveva temuto che la legge potesse rappresentare la via lucana al riconoscimento delle coppie di fatto, timore presto fugato, grazie ad un eroico emendamento presentato dai consiglieri della Margherita, Gennaro Straziuso (già assessore alla sanità) e Roberto Falotico, i quali hanno dichiarato, che saranno valorizzate solo le relazioni affettive previste dall ordinamento giuridico vigente e che, dunque, è stato scongiurato il rischio di creare o legittimare altri istituti pseudo-familiari che si paleserebbero in contrasto con la legge dello Stato. Bolognetti conclude chiedendo ai compagni DS e alla Margherita lucana, se per caso il nascente Partito Democratico non sarà un soggetto a tre con la Cei di Basilicata.
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