La drammatica vicenda di Welby, dunque, sembra non trovare una soluzione, mentre esponenti di maggioranza e opposizione continuano a sostenere posizioni contrapposte e il mondo medico lancia un appello: sul problema eutanasia il Parlamento deve decidere, e subito. «Ritenendo, in questo caso, di non poter decidere io in prima persona — afferma il medico di Welby — mi rimetto alle decisioni delle autorità competenti». Spiega: «Su richiesta del paziente — scrive — rispettandone la volontà ed essendo egli lucido, dovrei staccare e sedare per evitare sofferenze. Nel momento che il paziente è sedato e quindi non è più in grado di decidere, risultando in pericolo di vita, dovrei procedere immediatamente a riattaccarlo e ristabilire la respirazione. Pertanto sono obbligato per legge a rispettare la volontà, ma allo stesso tempo sono obbligato a rispettare la legge nel momento che perde conoscenza e quindi non è più in grado di decidere». E aggiunge: «II paziente sta però soffrendo in una maniera incommensurabile, sia dal punto di vista psicologico che spirituale». Una risposta che non può non alimentare il dibattito politico e deontologico.
«Noi siamo per la vita ma contro l’accanimento terapeutico», ha affermato il sottosegretario alla Salute, Antonio Gaglione: «Come medico — ha aggiunto — penso che bisogna lottare fino alla fine». Ed è un forte e deciso ‘no’ all’eutanasia anche quello dell’associazione «Scienza e Vita». E monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia della Vita, avverte: «Si vuole arrivare alla legittimazione dell’eutanasia, strumentalizzando un caso estremamente pietoso, estremamente delicato e al confine della sopportabilità umana e per arrivare a un secondo scopo, che è quello politico». Sostengono, invece, la richiesta di Welby Tommaso Pellegrino, capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali Sanità alla Camera, e il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi.
Marco Cappato segretario dell’Associazione Luca Coscioni giunto al sesto giorno di sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso, annuncia: «La formalizzazione della risposta del medico che ha in cura Welby, che si rimette alle decisioni delle autorità competenti e si rifiuta di staccare i macchinari, ci consente la preparazione di un ricorso d’urgenza alla magistratura».