«Embrioni, ricorso contraddittorio»

La Consulta ha reso noto le motivazioni della sentenza sulla diagnosi pre-impianto

La legge sulla fecondazione assistita resta così com’è non perché la Corte Costituzionale le abbia dato una patente di legittimità, ma per «l’evidente contraddizione» del ricorso del Tribunale di Cagliari dichiarato inammissibile dalla Consulta che è neanche entrata nel merito della questione. È in sostanza per questi motivi che i giudici costituzionali non hanno né accolto né bocciato le ragioni della coppia sarda portatrice sana di anemia mediterranea che per motivi di sterilità aveva tentato la strada della procreazione in vitro ma che, prima dell’impianto in utero, voleva conoscere lo stato di salute dell’embrione. L’ordinanza n. 360 della Corte viene letta in maniera opposta dai sostenitori e dai detrattori della legge 40.

Ma non c’e stata unanimità neanche tra i giudici della Consulta se – come emerge dalla lettura dell’ordinanza n. 368 – a scrivere le motivazioni è stato Romano Vaccarella e non il giudice relatore Alfio Finocchiaro che probabilmente non le ha condivise. Dal momento che nel merito la questione non è stata nemmeno sfiorata dalla Consulta, possono riaccendersi le speranze delle coppie che vorrebbero fare ricorso alla diagnosi pre-impianto per motivi di salute. Ne è convinta il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastini secondo cui la decisione della Corte Costituzionale «ha lasciate aperte tutte le possibilita». La pensa allo stesso modo anche l’avvocato Luigi Concas, legale della donna di Cagliari che, dopo un aborto e un periodo di depressione, aveva nuovamente tentato la fecondazione in vitro ma si era vista negare dal medico l’analisi pre-impianto dell’embrione.

«Adesso dobbiamo valutare la possibilità di impugnare tutto l’impianto normativo e non solo art. 13 ella legge 40 del 2004», annuncia il legale. Nel dichiarare inammissibile la questione sollevata dal Tribunale di Cagliari, infatti, la Corte definisce contraddittorio il ricorso perché il divieto di sottoporre l’embrione a diagnosi pre-impianto «sarebbe desumibile» non solo dall’art. 13 ma «anche da altri articoli della stessa legge, non impugnati».