Sintesi delle dichiarazioni di Giulio Cossu in relazione alla notizia del congelamento delle cellule staminali ombelicali in GB.

a cura di Simona Nazzaro
La notizia che i calciatori inglesi avrebbero congelato cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale dei figli per fini terapeutici ha scatenato numerose reazioni e commenti nel panorama dei ricercatori.

“Il vero problema è convincere le cellule del cordone ombelicale a fare una cartilagine o un legamento. Non ci sono evidenze sperimentali solide che dimostrino che una di queste cellule possa fare il suo mestiere al di fuori del sistema ematopoietico”. Questo è il concetto che il professor Giulio Cossu, Direttore dell’Istituto Ricerca Cellule Staminali, dell’Istituto Scientifico Universitario S. Raffaele di Milano vuole porre alla base della questione. “Le cellule staminali che sono nel sangue cordonale – spiega Cossu – sono cellule staminali ematopoietiche e la loro funzione è formare i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. L’unico scopo clinico che hanno, al momento, è quello di ricostituire il sistema ematopoietico nel caso che il bambino abbia una leucemia o un’altra malattia del sangue. Si parla di bambino perché, attualmente, con le poche cellule staminali che si ricavano dal cordone si può trapiantare un bambino, ma non un adulto”.

In diversi Istituti di ricerca si usano tecniche per espandere le cellule staminali del cordone senza compromettere la loro capacità di formare cellule efficienti, ma è vero allo stesso modo che, sebbene anche le cellule staminali ematopoietiche possono differenziarsi in altri tipi di cellule , lo fanno con una frequenza molto bassa. Però se è provata la bassa efficacia terapeutica delle cellule staminali cordonali al di fuori del sistema ematopoietico, ci devono essere delle valide e utili ragioni che hanno convinto calciatori e medici a congelare le cellule ombelicali del cordone.

“Il motivo – conferma Cossu – potrebbe essere che di recente è stato scoperto che nel cordone ombelicale oltre alle cellule staminali ematopoietiche, c’è anche una piccola percentuale di cellule staminali mesenchimali, è ancora da dimostrare che ce ne siano abbastanza e se si possono utilizzare, però ci sono e si trovano nel midollo osseo e in bassissima percentuale anche in circolo. Il loro “lavoro” è fare l’osso, la cartilagine e tessuto adiposo. Quindi, pensare di usare cellule staminali ematopoietiche per fare cartilagine non ha senso, ma se si riuscisse ad amplificare le cellule mesenchimali che sono presenti, sia pure in bassa percentuale, nel cordone, allora la cosa diventerebbe fattibile”. In ultimo comunque, viene ricordato da Giulio Cossu, che le cellule mesenchimali possono essere estratte in ogni momento, e usate prontamente, dal midollo spinale di un qualsiasi paziente