Piorrea è il termine popolare che indica lo stato d’infiammazione cronica dei tessuti che circondano e sostengono i denti. Provoca dolore, arrossamento e gonfiore delle gengive. Se non curata, si conclude con la caduta totale dei denti. Soluzioni? Fino a oggi solo palliative. Ora però una nuova tecnica potrebbe risolvere completamente il problema.
Al San Gerardo di Monza infatti si aspetta solo il via del Ministero della Salute per procedere alla terapia sistematica della paradontite cronica (questo il vero nome della piorrea) attraverso le cellule staminali. Al progetto partecipano anche studiosi dell’università Milano-Bicocca, La Sapienza di Roma e l’università di Cagliari. Il primo passo sarà di isolare e estrarre tramite una siringa le cellule staminali adulte dallo sterno o dalla cresta iliaca (bacino) del paziente. Raccolte in misura sufficiente, le staminali vengono poi messe in un terreno di coltura. Qui si accrescono, si dividono e moltiplicano per essere poi iniettate direttamente nella bocca. In tale sede, per il processo noto in biologia come induzione, esse perdono la loro "indifferenziabilità" e si trasformano in tessuto osseo. Il traguardo è a questo punto vicino. L’osso lentamente si riforma, riprende spessore, finché non è di nuovo in grado di reggere denti e gengive. Un dato: nessun rischio di rigetto. Avendo a che fare con staminali autologhe (prelevate cioè dal paziente stesso) il problema non può sussistere. Prima di arrivare a questi risultati gli specialisti hanno testato, con successo, le staminali sui topi. Ora si spera di poter definitivamente dire stop a una malattia che solo in Italia riguarda il 60-70% degli over 50. Purtroppo, sono sempre più coinvolti dalla patologia anche giovani e giovanissimi.