Embrioni, si cerca un’intesa.

Domani nell’aula del Senato, subito dopo le comunicazioni del governo, si voteranno delle risoluzioni sull’ atteggiamento che l’esecutivo dovrà assumere nel prossimo Consiglio Ue sulla competitività del 24 di luglio.

Al centro dell’attenzione è il problema del finanziamento di ricerche che comportino distruzione di embrioni, nell’ambito del VII programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico, dopo che il ministro dell’Università, Fabio Mussi, ha ritirato la firma dell’Italia dalla dichiarazione etica, sostenuta dalla ‘minoranza di blocco’. Rocco Buttiglione, presidente Udc, con una lettera al premier Romano Prodi, aveva sollecitato il governo a far conoscere gli atti relativi al Parlamento e aveva chiesto la votazione di un documento che orienti l’esecutivo, puntando il dito contro la violazione della legge 11 del 2005, che regola la partecipazione dell’Italia alle istituzioni europee.

«Ho fatto una lunga battaglia perché quegli atti arrivassero in Parlamento spiega l’ex ministro per le Politiche comunitarie . E il presidente del Senato, Franco Marini, ha avuto l’intelligenza di andare direttamente in aula». Buttiglione riferisce che nell’ambito dell’intergruppo trasversale “Persona e Bene comune’ è stata elaborata «una risoluzione che vincola il governo a votare contro la ricerca distruttrice di embrioni». Il presidente dell’Udc puntualizza, poi, che la “minoranza di blocco” è ancora possibile. Infatti la Germania è stata contattata e «tiene duro su questa posizione».

Ma per questo è condizione irrinunciabile la clausola, contenuta nella risoluzione elaborata da “Persona e Bene Comune”, che «vincola» il governo a votare «contro» finanziamenti alle ricerche distruttrici di embrioni. «Non è questione di esprimere una preferenza per una linea di ricerca rispetto ad un’altra sottolinea Buttiglione anche se noi registriamo con soddisfazione i successi e auspichiamo lo sviluppo della sperimentazione sulle staminali adulte, ma il problema è vietare, in modo esplicito, che i soldi comunitari siano impiegati per violare un principio “non negoziabile” : la difesa della vita umana fin dal concepimento». Per Paola Binetti, senatrice della Margherita, anche lei membro dell’intergruppo “Persona e Bene comune”, «è importante, sempre con l’obiettivo di evitare il finanziamento di sperimentazioni distruttrici di embrioni, cercare il massimo consenso possibile, con un’iniziativa che nasca dal centro sinistra, e che impegni la maggioranza, convogliando anche il sostegno di esponenti dell’altro schieramento».

«Sarebbe un risultato molto significativo afferma l’ex presidente del Comitato Scienza&Vita raggiungere una posizione che schieri tutta l’Europa su questa linea». In questo quadro è in atto un tentativo di coinvolgere i Ds su un documento che abbia tali finalità: «Un’iniziativa in corso, di cui nessuno può anticiparne i contenuti se non vuoi essere smentito». «E in atto un tentativo interno alla maggioranza conferma un altro esponente della Margherita, Enzo Carra ancora da verificare. Un’iniziativa che parte da alcuni esponenti della Margherita volta a far convergere su un testo che, seppure non ha il rigore di quello concordato da “Persona e Bene comune”, comunque rappresenta un tentativo onesto e convinto di raggiungere un consenso più consistente.

Bisognerà valutare se l’accordo è tale, per cui vale la pena trascinare su queste posizioni di difesa della vita almeno una parte della maggioranza, piuttosto che lasciarla andare alla deriva su posizioni inaccettabili. Di questo tentativo si potrà discutere anche nell’ambito dell’ intergruppo “Persona e Bene comune ».