S’erano sollevati, e indignati, perché il ministro della Ricerca, Fabio Mussi, in una sede europea (il Consiglio dei ministri Ue) aveva ritirato la firma dell’Italia sotto la «Dichiarazione etica»
Avevano criticato il ministro Mussi perché il suo sì alla ricerca era «poco collegiale» che s’opponeva al finanziamento della ricerca sulle cellule staminali. Tra i più agguerriti, proprio gli esponenti della Margherita. Che avevano denunciato la presunta violazione del principio di collegialità in seno alla coalizione dì governo in Italia.
Ma il caso ha voluto che i parlamentari europei della Margherita, che fanno parte del gruppo Alde (i liberai democratici) si siano ritrovati nel più clamoroso isolamento (o quasi) nell’assemblea dei deputati che hanno ribadito il si al finanziamento per le staminali. Il Parlamento europeo, la prossima settimana a Strasburgo, in sessione plenaria, discuterà e approverà il «7 Programma quadro» (2007-2013) sulla Ricerca che, detto per inciso, ha dovuto subire forti tagli, dai preventivati 72 miliardi dì euro ai 52 concessi dal bilancio. In vista di questo appuntamento, i gruppi politici stanno definendo la loro posizione e l’Alde, a grande maggioranza, ha votato per sostenere il finanziamento alle staminali.
Ma i deputati italiani della Margherita sono insorti. In un durissimo comunicato hanno definito la decisione del gruppo «in linea con il ministro Mussi» e hanno denunciato l’esito della votazione come un «vulnus dì non poco conto in seno al gruppo». La votazione sulla ricerca per le cellule staminali è stata contestata dal capo delegazione Lapo Pistelli e dai deputati Cocilovo, Losco, Vittorio Prodi, Susta, Toja, Veraldi, che hanno criticato l’operato del loro capogruppo, il britannico Graham Watson, reo di non aver concesso la libertà dì voto, diritto che i parlamentari si sono riservati dì esercitare al momento del pronunciamento in aula. Gli altri parlamentari della coalizione italiana dì centro sinistra si apprestano, invece, a votare per favorire il finanziamento della ricerca sulle staminali. «Tutto questo e molto positivo – ha detto Nicola Zingaretti, presidente della Delegazione italiana nel Pse – perchè il centro sinistra e unito, eccetto la Margherita, ed in sintonia con la scelta del ministro Mussi, il quale non ha voluto mettere dì traverso il governo nei confronti di chi, in Europa, intende fare ricerca sulla materia». A dire dei deputati della Margherita, il gruppo liberale assicurerebbe il sostegno a «pratiche aberranti come la clonazione terapeutica» e avrebbe respinto ogni tentativo dì mediazione in nome di un «liberismo che offende la dignità della persona» . L’indicazione di voto dell’Alde, per i parlamentari Dl, «segna una frattura in seno al Gruppo che certamente non abbiamo cercato». I deputati hanno polemizzato anche con il collega della Rosa nel Pugno, Marco Cappato, anche glì iscritto all’Alde. Per Cappato, la posizione ufficiale dell’Alde è ‘importante sostegno trasversale alla linea che il ministro Mussi ha indicato per il governo italiano»; e si è augurato che «la delegazione della Margherita possa rivedere la propria posizione in vista del voto a Strasburgo». I deputati Dl lamentano che non sia stato approvato un tentativo di compromesso proposto da un collega tedesco che proponeva la sperimentazione soltanto per gli embrioni sovrannumerari prodotti sino al 31 dicembre 2005. Posizione sconfitta con 19 voti contrari e 8 a favore. L’attuale legislazione del precedente «Programma quadro», e che la Commissione europea vuole sia mantenuta nel nuovo dossier, consente, in un quadro di precise linee guida etiche, il finanziamento della ricerca su cellule staminali per combattere le malattie più gravi. È gia evidente che non è possibile alcun finanziamento per attività di ricerca «che mirano a creare embrioni umani al solo scopo di ricerca». Durante il 6 Programma quadro sono stati finanziati 8 progetti per cellule staminali e circa 100 ricerche su cellule adulte.