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LONDRA – Un bimbo sano, o almeno privo del gene che avrebbe potuto causargli un tumore all’ occhio nel primo anno di vita. È finito sulla prima pagina del Times il caso di una coppia che ha utilizzato la fecondazione artificiale avvalendosi della diagnosi genetica pre-impianto ed eliminando così la possibilità di avere un figlio affetto dalla stessa malattia della madre, un retinoblastoma ereditario.
Per il quotidiano britannico si tratta del primo bebè creato su misura per essere cancer-free, libero dal cancro all’ occhio. In realtà il piccolo in questione, che dovrebbe nascere tra 4 mesi, ha solo la certezza di non sviluppare la forma cancerogena che ha segnato la vita di sua mamma, ma si tratta comunque di un passo in una nuova direzione che anche nell’ Inghilterra liberale, razionale e pronta ad abbracciare gli avanzamenti della scienza, suscita sconcerto.
Per Josephine Quintavalle, del Comment on Reproductive Ethics, gruppo che si batte per i diritti dell’ embrione, «è uno sviluppo preoccupante perché concerne un disturbo che non è letale e che è curabile. Non dobbiamo dimenticare che per arrivare a questo embrione ne sono stati soppressi altri che avrebbero avuto la possibilità di vivere una vita normale». Per il Childhood Eye Cancer Trust, gruppo di supporto per famiglie con figli affetti da retinoblastoma, la notizia darà invece nuove speranze a genitori che vogliono evitare ai figli di ereditare la loro totale o parziale cecità. «Ora sappiamo che le famiglie hanno una scelta».
L’ embrione cui spetta il primato è stato creato nei laboratori dell’ University College Hospital di Londra da Paul Serhal, un pioniere della diagnosi pre-impianto che ha espresso la soddisfazione sua e della famiglia: «Siamo tutti al settimo cielo, stiamo parlando della possibilità di sradicare questa anomalia genetica per generazioni intere. Lo facciamo spesso, ma è straordinario quando riesce».
La tecnica è stata perfezionata nel 1989, ma sino a poco tempo fa in Gran Bretagna era ammessa solo per geni che portano alla malattia nel 100% dei casi, come la fibrosi cistica. Nel 2004 l’ Authority per la fecondazione e l’ embriologia (HFEA) aveva allentato le regole e permesso la selezione embrionale anche per una forma di cancro intestinale. Il retinoblastoma è stato incluso nel 2005, e per la prima volta al mondo applicato a Londra, mentre la settimana scorsa l’ Authority ha dato il nullaosta per il cancro al seno ereditario. In totale sono oggi circa 200 i disturbi per i quali nel Regno Unito si può effettuare la diagnosi pre-impianto.
La mamma e il papà del primo bebè cancer-free non avevano problemi di fertilità, hanno utilizzato la fecondazione artificiale solo per selezionare un embrione sano. La felicità che possono provare è stata indirettamente raccontata al Times da un’ altra mamma affetta da retinoblastoma e cieca da un occhio.
Era in cura dal professor Serhal quando è rimasta incinta naturalmente. «Abbiamo fatto l’ amniocentesi e le due settimane che abbiamo aspettato per i risultati sono state terribili. Grazie al cielo non abbiamo dovuto scegliere cosa fare». La bimba che porta in grembo, e che nascerà tra due mesi, è completamente sana.