I Radicali ci dipingono tiepidi sulla laicità per recuperare voti, dice Fassino. Che ne pensa?
«Secondo me un deficit d’iniziativa sui temi della laicità c’è. Temo che i Ds si facciano catturare dalle posizioni clericali della Margherita, come la lettera Bobba – Binetti agli elettori cattolici. Qualche segno di rottura sarebbe utile. Ricordate la sera in cui discutevamo del programma e mi sono alzata dopo sei ore in cui si cercava di ammansire Rutelli sui Pacs? Beh, se si fossero alzati anche Bersani e Bertinotti, forse Prodi avrebbe avuto la forza di trovate una posizione condivisa. Coprendo le divergenze con una formula lessicale non si va lontano».
Ma sui Pacs il programma dell’Unione non parla chiaro?
«La differenza è evidente. Rutelli ritiene che alle persone che convivono devono essere garantiti alcuni diritti individuali. Noi chiediamo che i diritti siano garantiti alla coppia. Scelte come la pensione di reversibilità o l’eredità devono essere fatte in modo pubblicistico per fare in modo che non siano oppugnabili da terzi».
In Italia, però, c’è la Chiesa…
«L’ultimo intervento di Ruini sembrava un programma di governo. Ha detto chi votare e perché. Se questa non è un’interferenza, come la chiamiamo? una ricetta gastronomica? A volte servirebbe qualche segnale dei leader politici: scusi, ma questo è un Paese laico e la politica la facciamo noi: la legge civile è fatta per garantire le libertà dei più diversi, non è fatta per imporre una morale. Invece ricevo i volantini che le parrocchie diffondono quasi manu militari. Dicono: non votate il centrosinistra perché passeranno i Pacs, il divorzio breve.., ma questa non è un’interferenza?».
Se andrete al Governo seguirete la politica delle mani libere?
«L’ho detto mille volte: saremo gli ultimi giapponesi di Prodi. Posso pure fare giurin giurello. Serve altro? Alle elezioni bisogna vincere bene, ma dopo aver vinto dovremo avviare un grande dibattito di rinnovamento della sinistra italiana. L’unico modo per convivere è affrontare le differenze a viso aperto, cercando una mediazione nobile. Questa è la garanzia per non ripetere il ‘98 e garantire stabilità. Ricordiamoci che in Italia solo l’Unione si può permettere di discutere, dall’altra parte non si discute».
Il conflitto di interessi di Berlusconi è una priorità?
«Non cominciamo anche noi a fare leggi ad personam. Ci sono vari casi di conflitto d’interesse e dobbiamo fare una legge che riguardano tutti. Non una roba vendicativa».
È possibile conciliare le posizioni di politica estera dei radicali con quelle di Berti notti? Come trovare un’intesa su Iraq e Israele?
«Sull’Iraq il programma dell’Unione ha trovato una mediazione. Voglio solo precisare una cosa: non siamo lì per occupare e andremo via dopo consultazioni con il governo legittimo. E vero, all’inizio della guerra ci siamo divisi, perché io a sfilare fra Saddam uguale Bush non ci sto. Però anche discutendo, litigando, possiamo trovare un filone comune. Su Israele dico che ho sempre trovato la politica italiana sbilanciata verso le dittature arabe. E una cosa che viene da lontano. Ma sono contenta perché recentemente Fassino ha detto “due popoli, due democrazie”. E a questo che dobbiamo arrivare. “Due popoli, due Stati” non basta».
Rapporto con l’islam: il presidente del Senato Pera diventa una specie di crociato con i suoi manifesti in difesa dell’Occidente. Che succede? si contrappone sharia a sharia?
«È la risposta sbagliata alla paura dell’islamismo militante. Invece di rispondere con più politica, più democrazia, più libertà, più sostegno, si risponde con la crociata. In più, se la seconda carica dello Stato si mette a fare le crociate con i manifesti, è un segno di degrado istituzionale. Quando Pera dice che l’aborto è un piccolo omicido, sottintendendo che le donne che abortiscono sono piccolo assassine, mi sembra l’imam del Cairo: quello che è peccato per la sharia diventa la base del codice penale»
Molti lettori chiedono: Emma Bonino può diventare presidente della Repubblica?
«Sì. Ma il problema che noi poniamo è un altro: come si arriva alla designazione del nuovo presidente Penso che Zapatero ha ragione: bisogna ascoltare la voce dei cittadini anche se poi decide il Parlamento. C’è bisogno di primarie».
Centomila contatti, migliaia di collegamenti all’Unità
di Giovanni Visone
Un filo diretto fra i lettori de l’Unità ed Emma Bonino. Centomila contatti, migliaia di collegamenti in diretta per la videochat con l’esponente della Rosa nel Pugno e Antonio Padellaro. Ecco una sintesi del dibattito.