E nell’unione i Pacs continuano a creare malumori

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La lettera di Paola Binetti e Luigi Bobba, candidati della Margherita, provenienti dall’associazionismo cattolico, sulla difesa dei valori cristiani ha riaperto, a destra come a sinistra, la polemica sui Pacs.

Nella discussione ostenta distacco il leader dell’Unione Romano Prodi. Il quale afferma«Abbiamo fatto un accordo che è precisato benissimo nel programma. Quello è l’accordo, su quel punto la “Rosa”non è d’accordo, lo hanno dichiarato varie volte, non c’è nessun problema. T

utti gli altri partiti sono d’accordo su quello che c’è scritto, cioè il riconoscimento politico delle conseguenze giuridiche delle unioni di fatto. Su quello andiamo avanti». Ma prima, sul sito internet del Corriere della Sera, specifica: «Nel nostro programma le unioni civili non sono parificate alla famiglia, ma uno Stato laico non può ignorare un milione di cittadini che non hanno scelto il matrimonio. E una responsabilità, questa, anche per i cristiani impegnati in politica».

Ma il segretario radicale, candidato nella “Rosa” Daniele Capezzone si scaglia a testa bassa contro Binetti-Bobba, ma anche contro la Margherita e Rutelli (che li hanno messi in lista) e i Ds che hanno scelto alla Camera l’accordo con i Dl. Per lui, i due candidati cattolici «sono dei Giovanardi di sinistra e insieme si preparano a una ‘Grande coalizione etica, con l’obbiettivo di impedire le riforme». E Boselli, che definisce ambigua la formulazione in proposito nel programma dell’Ulivo, si spende per«leggi che, come in quasi tutta Europa, riconoscano diritti basilari per le coppie che scelgono di convivere senza sposarsi». Tirato in causa, Francesco Rutelli ribadisce: «Nel programma dell’Unione ci sono posizioni non sottoscritte da Radicali e Sdi, non è una cosa drammatica, ma deve esser chiaro che la posizione dell’Unione è quella dell’Unione e non quella, seppur rispettabile, della ‘Rosa nel pugno» Mentre Pierlugi Castagnetti, capogruppo della Margherita alla Camera, replica con durezza alla “Rosa” «Nelle coalizioni oltre a entrarci occorrerebbe anche saperci stare». Sempre nel centrosinistra il segretario dell’Udeur Clemente Mastella dice invece di concordare con le parole di Binetti e Bobba contro i Pacs, ma ricorda che «sono pareri personali, mentre l’Udeur è impegnato come partito». Perplessa è invece Rosy Bindi (Margherita), che nota: «A rassicurare i cattolici, più che le affermazioni dei candidati cattolici, dovrebbe servire il programma dell’Unione… Ho il dubbio che quella lettera sia un eccesso di legittima difesa». Dal centrodestra, il presidente del Senato Marcello Pera ribadisce la sua contrarietà alle unioni di fatto: «Non d’accordo al loro riconoscimento, non solo per motivi religiosi ma anche perché qui si pensa a tutti tranne che ai figli» e definisce volutamente «ambigua» la formulazione del programma dell’Unione e aggiunge: «Diritti alle coppie di fatto eterosessuali sono già riconosciuti, ma non è possibile riconoscere diritti di tipo matrimoniale a coppie gay». Per Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera (Udc), Binetti e Bubba «sono due brave persone, mi spiace che non abbiano capito dove si trovano». E così molti altri esponenti della CdL. Riccardo Pedrizzi (An): «Un cattolico non può che votare per noi. Binetti e Bobba hanno sbagliato schieramento». Roberto Formigoni (Forza Italia): ((Non metto in dubbio né la fede né la buonafede di Binetti e di Bobba, ma la loro intelligenza politica». Luca Volontè (Udc): «Solo nell’Udc e nel centrodestra esistono le condizioni per rispettare i valori civili e cristiani. Prima Bobba e Binetti ne prendono atto, prima evitano di essere strumento di ‘inganno” per gli elettori».