BARI – Scontro a distanza tra la «Rosa nel pugno» e i Ds sul tema della laicità. I principali esponenti della lista che vede insieme socialisti e radicali ha rilanciato il tema, ad iniziare dalla difesa della scuola pubblica, in una manifestazione che si è tenuta a Bari e alla quale hanno partecipato, Emma Bonino, Enrico Boselli e Ugo Intini.
«La Rosa nel Pugno – ha detto Emma Bonino – ha un compito importante: quello di contribuire a rendere l’Unione più laica e più liberale, più attenta ai diritti civili e alla modernizzazione del Paese». «Siamo per una moderna sinistra europea – ha aggiunto Ugo Intini – con una profonda scelta di laicità, facendo battaglie contro la destra e dando una sveglia alle sinistre, che non abbia niente a che fare con il cattocomunismo degli anni duemila. Vogliamo portare un vento di modernità, che contribuisca a rendere l’Unione più laica e più liberale, più attenta ai diritti civili e alla modernizzazione del Paese».
Enrico Boselli ha insistito su «sì» a Pacs, protezione assistita, ricerca scientifica, liberalizzazione dell’economia e rilancio della scuola pubblica che deve essere «l’oggetto del più grande impegno del governo di centrosinistra nei prossimi cinque anni, a differenza di quello che la destra ha fatto con la riforma Moratti». Secondo Boselli, scuola pubblica significa anche «garantire l’eguaglianza ai nostri ragazzi, possibilità di integrazione, che significa non dare finanziamenti a quella privata, confessionale o no, non soltanto – conclude – perché la Costituzione lo impedisce, ma anche perché l’idea di affiancare al sistema scolastico statale un sistema confessionale è profondamente sbagliato».
«Non ci sono deleghe a qualcuno sui temi della laicità e non è vero che ci sarebbe una distrazione da parte di tutte le forze politiche su questo argomento ad eccezione di una, la Rosa nel pugno». Dal palco di un convegno sul tema della laicità al Teatro Vittoria, Il segretario dei Ds Piero Fassino è tornato a rivendicare l’impegno del suo partito sulla laicità dello Stato. «Ho apprezzato – argomenta il segretario della Quercia – la formazione della Rosa nel pugno e sono l’unico leader che è stato a Fiuggi al momento della nascita di questo soggetto che credo utile, ma non mi considero meno attento a difendere la laicità rispetto ai compagni della Rosa nel pugno». Ribadendo l’impegno dei Ds su questo argomento Fassino sottolinea che è necessario «vivere la laicità come un elemento che unisca la società e non la laceri».
Immediata è giunta la replica di Boselli. «Non siamo impressionati dallo scatto di orgoglio di Fassino che non vuole prendere lezioni di laicità dalla Rosa nel Pugno – è il commento del segretario dello Sdi – perchè non siamo stati mai noi a montare in cattedra. Nutriamo invece forti timori che sia proprio il segretario dei Ds a subire le lezioni della Binetti e di Bobba, che esprimono in maniera ancora più esplicita le stesse posizioni di Francesco Rutelli. I Ds sono impegnati, e non è un mistero, in una lista comune alla Camera con la Margherita, partito il cui leader, a più riprese, ha espresso posizioni in piena sintonia con le gerarchie ecclesiastiche. Sempre i Ds secondo Boselli hanno dichiarato che dopo le elezioni, costituiranno gruppi parlamentari comuni con il partito di Rutelli. E in prospettiva si prefigura addirittura l’ipotesi di costruire assieme una nuova forza politica che dovrebbe chiamarsi partito democratico. Ci chiediamo a questo punto se Fassino seguirà le posizioni di Rutelli o Rutelli quelle di Fassirio oppure si arriverà a continui compromessi al ribasso. L’occasione per dimostrare quanto asserisce, già c’è stata ma Fassino non l’ha colta. Doveva e poteva farlo quando, nella stesura del programma dell’Unione, si è affrontato il tema dei Pacs e del rifiuto del finanziamento della scuola privata, e invece ha lasciato sola la Rosa nel Pugno anziché – conclude Boselli – mettere in minoranza, come sarebbe stato naturale Udeur e Margherita».
Anche Daniele Capezzone, segretario dei radicali, ha commentato l’intervento del segretario dei Ds. «Dunque Piero Fassino ha scelto di indossare panni laici, e di dire (lo fece anche D’Alema tempo fa) che non prende lezioni di laicità dalla ‘Rosa nel pugnò (del resto, i compagni dei Ds tendono a non prendere lezioni mai e in nessun caso, ma a volerle sempre dare…). Ben venuto, bene arrivato, dunque. Resta da capire con chi le farà queste battaglie laiche: forse con Rutefli e la professoressa Binetti?. E perchè accettano di costruire un partito con una forza dalle venature neointegraliste come la Margherita? È la premessa per la difesa della 1aicità dello Stato? E perchè c’è già stato il primo cedimento sui Pacs? Se la sera in cui la Bonino pose la questione, gli stessi 2 si fossero schierati con lei, Rutelli e Mastella sarebbero rimasti in minoranza».