di Emanuele Tarditi
A un mese dalla morte di Luca Coscioni, a Milano i Radicali lo ricordano con una staffetta commemorativa Le grandi idee camminano con le gambe degli uomini: è una frase fatta ma resa attuale da un interessante evento organizzato dai Radicali a Milano: la “Staffetta per Luca Coscioni”.A quasi un mese dalla morte del “maratoneta”, soprannome di Luca, si è deciso di ricordarlo e soprattutto di non dimenticare il coraggio che ha avuto nel dimostrare con la propria vita e sulla propria pelle gli effetti di scelte politiche. La manifestazione consisteva nel correre, camminare o addirittura farsi spingere per chi non può camminare ma vuole partecipare, per un percorso in Milano: da via Mercanti e dall’intero perimetro di Piazza Duomo, compiuto più volte. Ogni piccola tratta è stata percorsa da gruppi di 3 volontari. Nel frattempo alcuni esponenti politici spiegavano che cosa avesse coinvolto loro della lotta fatta da Luca Coscioni. In molti hanno partecipato all‘iniziativa, persone note e meno, ma tutti animati dall’idea di ricordare l’esponente dei Radicali nel modo più coerente, con una forte azione di rilevanza politica e non violenta. Da notare tra i partecipanti l’ampia presenza di associazioni e gruppi legati ai Radicali, dello Sdi che ha partecipato con i suoi dirigenti cittadini ed eletti nelle istituzioni come il Sen. Biscardìni l’eurodeputata Pia Locatelli. Non solo i politici, ma anche la stampa ha dato il suo contributo: erano infatti presenti con Ravaglia, de il Giorno e l’On. Paolo Pillitteri, condirettore de L’opinione. Infine anche il mondo della scienza ha partecipato: era, infatti, presente il dottor Cossu ,Direttore dell’Istituto cellule staminali del San Raffaele. Ritengo che la vita di Luca sia una lezione del fare politica, e non si può non confrontare lui e la manifestazione di domenica con quello che è avvenuto circa una settimana prima con la “guerra civile” a Milano. Trasformare una città in un campo di battaglia non è mai legittimo ed è un gesto da condannare a priori di contro per far passare i propri messaggi esistono forme più efficaci e meno dannose come la manifestazione non violenta organizzata con la “Staffetta per Luca Coscioni”. Coscioni fu colpito nel corso della preparazione alla maratona di New York, dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Da allora scelse di rappresentare la lotta per la libertà di ricerca scientifica dando voce a chi come lui non l’aveva, i malati, per permettere loro di “avvalersi del progresso della ricerca scientifica affinché il diritto alla salute” sia rispettato, ciò che lui definiva sin dall’inizio “antiproibizionismo nella scienza”