«Non ci siamo, davvero non ci siamo». Parla piano, Maria Antonietta Farina, vedova di Luca Coscioni, scegliendo le parole. «Sa, mio marito mi diceva sempre: fanne economia…». L’intervista di Ignazio Marino al Corriere della Sera non ha fatto che confermarle una certezza: «Che ci attende un lavoro durissimo. Ma questo, tanto, già lo sapevamo».
Maria Antonietta Farina corre alle politiche con la Rosa nel Pugno. Tra gli alleati avrà anche la ex presidente del comitato Scienza&Vita Paola Binetti (Dl) e Ignazio Marino, appunto, candidato da Piero Fassino e Massimo D’Alema con i Ds. A quest’ultimo il chirurgo, direttore del centro trapianti di Philadelphia, è particolarmente legato. Un motivo in più per cui le sue posizioni su embrioni, chiesa e ricerca hanno colpito Maria Antonietta Coscioni: «È definito un cattolico non integralista, ma da quello che ha detto non vedo differenze tra lui e la posizione della Binetti». Stupita dal fatto che suo sponsor sia D’Alema? «Mah, no. Ci ricordiamo ancora tutti quanto abbiamo sofferto perché il presidente ds dicesse la sua sul referendum. Quanto abbiamo aspettato…. No, la verità è che anche nella Quercia c’è oramai un deficit di laicità. Ed è per questo che io e tanti come me credono nell’operazione Rosa nel pugno. L’unica che potrà tentare di riequilibrare le cose». Nessuna paura, poi, anche degli alleati con posizioni diametralmente opposte: «Per noi non è mai stata facile, alle delusioni siamo abituati. Penso alla proposta di Rutelli sulla ricerca. Ma anche a quando la Margherita non volle la lista radicali-Luca Coscioni: il nome di Luca faceva troppa paura. Che rabbia. La stessa che provo oggi quando Marino dice che gli embrioni vanno scelti tra quelli che hanno esaurito le capacità vitali e riproduttive. Bene, e chi decide quando sono morti? E poi, ammesso che si trovi un metodo per certificarne la morte, non sarebbero più utilizzabili. Allo stesso modo, se restano nei congelatori, sono spazzatura. Ti arrabbi anche quando afferma che la Chiesa è più avanti dello Stato, perché “lo dice il catechismo”. E che significa?».
La stessa rabbia, racconta Maria Antonietta, di quando lei e Luca combattevano contro il tempo, «e ne avevamo pochissimo. Ma eravamo costretti ad ascoltare balletti di parole su embrione sì, embrione no. Ci troviamo in un paese che protegge tutto: spermatozoo, embrione… Ma non la persona umana. È facile metterla sull’ideologia, in queste cose. Ma viverle è diverso. I pregiudizi li senti sulla pelle».
Maria Antonietta ricorda che si è candidata proprio per combatterli, questi pregiudizi, in nome della laicità. E in nome di Luca. «Col quale ogni giorno abbiamo messo in scena la nostra tragedia greca, rendendo pubblico il privato. E adesso, che lui non c’è più, so che è solo il suo corpo ad essere assente. Ma tutto continua. Ogni mattina».