D’Agostino: «Sono già vita umana. Vanno dati in adozione»

di M. D. B.
ROMA – Francesco D’Agostino, come presidente del Comitato nazionale di bioetica, lei ha sostenuto e votato il documento che raccomanda l’adozione degli embrioni abbandonati. Perchè? «La legge sulla fecondazione assistita elude il problema del destino di questi em brioni. Da una parte, vieta di distruggerli, dall’altra, però, non prevede cosa farne. Il nostro ragionamento è questo: se sono vita umana e vanno tutelati, perchè non assicurargli una tutela piena cioè la possibilità di sviluppo e di nascita?».

Ma l’adozione non è in contrasto con il divieto di applicare tecniche eterologhe, utilizzando gameti ed embrioni non appartenenti alla coppia che vuole procreare?
«Noi proponiamo l’adozione per nascita e questa non ha nulla a che vedere con l’eterologa che è offerta alle coppie sterili. In questo caso, invece, i genitori adottivi possono essere tutti, non è una cura per la sterilità di coppia. Inoltre parliamo di embrioni già compiuti, la fecondazione è già avvenuta. Sarebbe allora più appropriato parlare di gestazione eterologa ».

E se restassero congelati a vita?
«Prospettiva insoddisfacente. Per chi pensa che siano vita umana è inimmaginabile che non abbiano prospettive di nascita».

Esclude la ricerca?
«Il Cnb su questo deve dare un parere. A titolo personale, se si ritiene che un embrione debba nascere, non è coerente ipotizzarne la distruzione in laboratorio».