Il medico salernitano Domenico Danza nel Consiglio generale della «Coscioni»

di PAOLO GIOVANNI PANARO
Un salernitano tra le diciotto personalità del mondo della scienza e della medicina che da ieri fanno parte del Consiglio generale dell’associazione Coscioni. Il dottor Domenico Danza, direttore del "Centro Mediterraneo Medicina della Riproduzione" di Salerno ha accettato il nuovo incaricato su invito del presidente dell’associazione, Luca Coscioni. «Sono lusingato e soddisfatto – ha detto Domenico Danza – per l’incarico conferitomi. Ovviamente lo sviluppo della ricerca scientifica oserei dire a trecentosessanta gradi sarà l’obiettivo principale che insieme agli illustri componenti del Consiglio generale dell’associazione Coscioni raggiungeremo». Dal 1983 Danza si occupa di riproduzione assistita a Salerno e anche in occasione dello scorso referendum riguardante l’abrogazione della normativa sulla fecondazione assistita Danza ha dato il suo contributo per abolire la legge 140. «Sicuramente a Salerno e in tutto il Sud come nel resto della Penisola – ha continuato Danza – ci impegneremo per rendere partecipe l’opinione pubblica delle battaglie già intraprese dall’associazione Coscioni». Danza insieme a Adolfo Allegra, direttore del Centro di Fecondazione assistita "Andros" di Palermo e Demetrio Neri professore ordinario di bioetica presso l’università di Messina è l’unico rappresentante del Sud all’interno del Consiglio generale dell’associazione Concioni. Nei giorni scorsi, invece, l’avvocato Filomena Gallo, sempre di Salerno, è stato nominato componente del Consiglio direttivo dell’associazione Coscioni. Tra i nuovi componenti del Consiglio generale dell’associazione Coscioni ci sono anche membri del Comitato nazionale di Bioetica tra cui Mauro Barni, professore ordinario di medicina legale presso l’università di Siena e Carlo Flamigni professore ordinario di ginecologia e ostetricia presso l’università di Bologna. «L’assunzione di responsabilità dirigenti nell’associazione Coscioni da parte di coloro che dedicano la vita alla ricerca scientifica e alla medicina – ha detto Marco Cappato, segretario dell’associazione Coscioni – rappresenta un segnale chiaro e forte nei confronti della classe politica italiana che continua a subire l’offensiva clericale proibizionista».