Pannella giura fedeltà a Prodi: «Saremo i suoi ultimi giapponesi»

Al congresso dell’Associazione Coscioni la Rosa nel pugno ribadisce: libertà di ricerca nelle proposte di governo dell’Unione.
Cappato: sulla 194 nessun indugio

Tre giorni di lavori intensi, politica, diritti civili, programma del governo che verrà, la speranza dei malati nella ricerca, la distanza enorme dalle posizioni della Margherita, il no deciso a Silvio Berlusconi, l’obiettivo di vedere Luca Coscioni tra gli scranni del parlamento: è questo il bilancio del quarto congresso dell’ Associazione Luca Coscioni che si è chiuso ieri a Orvieto. Su tutto, ovviamente, il via libera, regolarmente votato, alla Rosa nel pugno, nuovo soggetto politico che raccoglie sotto lo stesso segno Radicali, Associazione, Sdi, e Federazione dei giovani socialisti. E la promessa di appoggio senza ripensamento alcuno a Prodi.«Saremo i suoi ultimi giapponesi»
dice Pannella: «La verità è che i programmi sono fatti per finire nel cassetto subito dopo le elezioni e governare in base ai rapporti di forza tra i partiti».
Ma come, e il minimo sindacale chiesto da Emma Bonino e Enrico Boselli, su Pacs, testamento biologico e difesa della194? «Per carità, hanno ragione a chiedere che facciano parte del programma, però bisogna essere realisti..»,risponde. A Roma intanto scoppia l’ultima rovente polemica proprio sulla 194 dopo che Casini ha dato il via libera alla commissione d’inchiesta.
Per Pierluigi Castagnetti, capogruppo Dl, «solo chi è fermo agli anni ’70 pensa che i diritti civili siano oggi la cosa più importante per i cittadini». Ma Marco Cappato, segretario dell’ associazione, manda a dire: «Un programma di governo che non affrontasse i temi relativi alla libertà negata di scienza e coscienza sarebbe soltanto carta straccia. Se prevalesse la linea di ignorare le realtà sociali della malattia, della morte, e della la sessualità, non servirà quel programma di governo perché non ci sarà quei governo».
Pannella quando parla alla platea denuncia: «Si vieta la partecipazione della Rosa nel pugno con un silenzio da collitorti». Pensa alla legge elettorale, alle 100 mila firme necessarie per presentare la lista. «Una legge atta ad impedire la partecipazione del soggetto Rosa nel pugno».
Che però sarà, scrive nero su bianco l’associazione, «strumento necessario per avviare un processo di alternativa laica, socialista, liberale e radicale che realizzi la legalizzazione della ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali la rimozione delle proibizioni violente sulla fecondazione assistita».

I lavori si chiudono con un invito tutti i militanti per una giornata di mobilitazione straordinaria per il 18 dicembre per la raccolta delle firma sulla petizione rivolta al Viminale come occasione di avvio di una ferma e calendarizzata azione affinché durante le prossime elezioni sia ga. rantito il voto anche ai disabili intrasportabili, come il ministro si era impegnato a fare e non ha fatto.
Le battaglie per il 2006, oltre la campagna elettorale, sono contenute ne dispositivo finale del congresso: dal progetto «libertà di parola» («chiede al ministro Storace di aggiornare l’elenco dei sistemi rimborsabili dal Ssn per facilitare l’accesso di migliaia di persone a strumentazioni che ridarebbero loro la facoltà di parola e di espressione»); a quello per la libertà di lettura («sostiene iniziative volte all’effettiva accessibilità di qualsiasi tipo di documento attraverso le tecnologie digitali); alla vita indipendente («potenziando libertà di scelta basate sugli effettivi bisogni del disabile e del malato; favorendo una progressiva de-medicalizzazione dei servizi per rendere possibile il ricorso a fondi assicurativi» ), solo per citarne tre.