ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

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Chi scrive dedica questa rubrica al congresso dell’Associazione Luca Coscioni, aperto ieri a Orvieto. Scegliere come slogan ‘Dal corpo dei malati al cuore della politica”‘ è un atto autoeloquente; a difesa di una parte del Paese debole e trascurata. E per l’ennesima volta ammirevole; l’ esempio su se stesso che Luca ha voluto dare intervenendo ieri al congresso grazie a un nuovo apparato che risponde ai suoi comandi visivi. Chiunque abbia avuto la ventura di conoscere la realtà delle malattie “estreme”sa che in questo campo il sistema sanitario nazionale resta fortissimamente carente; e che la dignità di vita è vietata a chiunque non abbia redditi alti o altissimi. Mentre poi ci si scalda a mesi interi per parla re della retribuzione di chi della sanità è lavorativamente dipendente; non di chi se ne deve avvalere. Una larga parte della politica italiana ritiene di poter mettere al bando l’impegno di tenaci come Luca confondendolo per un propalatore immorale della totale mancanza di limiti alla ricerca scientifica. Ma cosi facendo si commette un errore culturale; ancor prima che politico. L’impegno della ricerca per trovare rimedi a malattie oggi senza risposta è un impegno per la vita e a difesa della vita, non meno moralmente valido di quello di chi si batte contro l’aborto in ogni sua forma. Erigere steccati contro la ricerca impegnata a estendere la funzionalità e la fruibilità stessa della piena dignità umana, significa scambiare la morale per il suo contrario. E per chi è cristiano, dimenticare la prima lettera ai Corinti, 6 192 0, sulla dignità della vita corporale “Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo»