di Rita Bernardini
Italia 2005: il voto negato a centomila disabili RITA BERNARDINI È o no una ferita alla democrazia negare il diritto di voto a chi, per una malattia gravissima, è immobilizzato m un letto? Ebbene, in Italia ci sono 100 mila disabili intrasportabili che non hanno la possibilità di votare perché non sono in grado di recarsi al seggio elettorale. Pensate che in occasione dell’ultimo referendum – quello sulla fecondazione medicalmente assistita e sulla libertà di ricerca scientifica – i centomila, che pure fanno parte del corpo elettorale – sono stati di fatto arruolati nell’esercito degli astenuti anche se, magari proprio per la loro condizione di vita, avrebbero voluto votare e votare sì. Allora, l’associazione Luca Coscioni tentò in tutti i modi di chiedere al ministro dell’interno Pisanu di fare qualcosa, ma la risposta giunse come uno schiaffo all’ indomani del voto e fu desolante: sì – disse Pisanu – il voto dei disabili «è doveroso agevolarlo in ogni possibile modo ma, per farlo efficacemente, occorrono nuove, apposite norme di legge». A parte il fatto che voci autorevoli sostengono che quando sono in gioco i diritti fondamentali dei cittadini è sufficiente diramare circolari ben fatte che interpretino il significato profondo delle leggi esistenti, stiamo ancora aspettando le «nuove norme» che, comunque, non sono previste nella nuova legge elettorale di cui si è reso promotore il governo in carica. E davvero così complicato rispettare il dettato Costituzionale che stabilisce che il diritto di voto non può essere in alcun modo limitato (art. 48)? No, è così semplice che anche nazioni approdate solo recentemente ad elezioni democratiche, come l’Ucraina, hanno attuato il voto a domicilio: è bastato predisporre i cosiddetti «seggi volanti» già previsti dalla legge elettorale italiana per chi è ricoverato in un ospedale o in una casa di cura. ., dal punto di vista organizzativo un gioco da ragazzi, tanto più che in Italia abbondano le sezioni elettorali che sono ben 60 mila per cui ogni sezione sarebbe gravata dalla raccolta a domicilio di nemmeno due voti. Tutto ciò considerato, alla vigilia del congresso dell’Associazione Luca Coscioni (www.lucacoscioni. it) che si terrà ad Orvieto a partire da oggi fino al 4 dicembre, e che avrà fra i suoi argomenti di discussione anche questo per noi prioritario, una cosa mi sento di promettere – con i miei compagni Marco Cappato, Luca Coscioni, Piergiorgio Welby – al ministro Pisanu: non sarà indolore per lui e per il governo tutto continuare ad accanirsi contro il diritto di voto di centomila cittadini italiani che diverranno, nonostante gli ostruzionismi, protagonisti di una battaglia d’amore per la democrazia.