"Ripartiamo da lì, dalle ragioni che ci hanno spinto a volere il referendum sulla fecondazione assistita e dalle ragioni che ne hanno determinato la sconfitta". Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, è convinto che oggi in Italia ci sia bisogno di una forza che lotti "per la libertà di coscienza e di ricerca scientifica, per la libertà e responsabilità individuale, sui temi della salute, della sofferenza e della morte".
"Dal corpo dei malati al cuore della politica", questo è lo slogan del IV Congresso dell’Associazione Coscioni, che si aprirà al Palazzo del Popolo di Orvieto oggi alle 14 e 45 e si concluderà domenica. “Quattro anni di lotte sul fronte della libertà di ricerca scientifica, quattro anni che hanno visto Luca Coscioni diventare leader dei radicali, tanto da creare un’associazione che di fatto oggi è un punto di riferimento per tutti coloro che si battono per la libertà della ricerca", spiega Cappato al Foglio. Nonostante il referendum andato male, questa piccola associazione, l’unica nell’area radicale ad aver incrementato la propria crescita (66 per cento in più di iscritti rispetto all’anno scorso), non si sente sconfitta e prosegue nella sua battaglia, cambiando formula. La scommessa che si propone ora, a partire da questo congresso, è diventare una forza politico-parlamentare e preservare le caratteristiche di un soggetto tavolinaro e stradaiolo, "come Loris Fortuna — spiega Cappato — che ha fatto la battaglia per il divorzio, e dalle piazze del popolo l’ha portata nel Palazzo". Si abbandona quindi, per ora, lo strumento del referendum, per teatare la via parlamentare, con l’obiettivo primario di cambiare la legge 46 sulla fecondazione assistita. Per questo, gli iscritti, all’apertura dei lavori, dovranno ufficializzare la partecipazione dell’associazione al nuovo partito liberale, laico. socialista, radicale: ”La Rosa nel pugno è l’unico soggetto politico che si pone come priorità le tematiche della libertà di scienza e coscienza". Disobbedienze civili in vista ”Lassociazione si è sempre occupata di politica. Oggi contribuiamo a creare le condizioni per un’inversione di rotta sui temi che saranno argomento del nostro Congresso". Pronto il piano per i futuri parlamentari rosapugnanti e militanti dell’associazione: proposte di legge per la legalizzazione dell’eutanasia e la richiesta di una commissione d’indagine governativa sulla "dolce morte" clandestina. E poi nuove norme sulla fecondazione assistita e disobbedienze civili e azioni nonviolente sempre sulla legge 40: ad esempio, dice Cappato, "consentire ai cittadini di realizzare fuori dall’Italia le pratiche vietate dalla legge italiana. Stiamo studiando come portare all’estero gli embrioni in sovrannumero, destinati a marcire, affinché siano donati alla ricerca". Perché non è in gioco "solo una questione di libertà della ricerca". sono decisivi anche "i meccanismi per far progredire il paese attraverso il mercato della ricerca e dello sviluppo"; ad esempio "tutti cianciano di sviluppo del Mezzogiorno, ma se s’investisse di più su scienza e tecnologia in quel territorio potemmo assistere a un vero rilancio in termini di sviluppo e competitività". Marco Cappato chiede inoltre al ministro dell’interno, Beppe Pisanu, di mantenere la promessa di garantire "il diritto di voto per i malati intrasportabili" alle prossime elezioni. L’Associazione Coscioni punta anche sulla rivoluzione tecnologica al servizio dei malati: Luca Coscioni aprirà per la prima volta i lavori del congresso parlando in diretta, attraverso un nuovo sistema di scrittura con gli occhi che si chiama MyTobii, "ma ancora la pubblica amministrazione non mette a disposizione questi sistemi". A Orvieto si discuterà inoltre di aborto, di RU486, di cannabis terapeutica e di laicità dello Stato. Il valore aggiunto dell’associazione nella Rosa è proprio il tentativo "di dare una risposta a chi sente come priorità questi temi, in una forza che cerca l’alleanza con il centrosinistra, ma vuole anche operare trasversalmente". Sono infatti 45 i parlamentari di ogni schieramento che si sono iscritti. "Non è un problema di assumere posizioni contro i Ruini, la lotta la conduciamo sul fronte sociale e da oggi anche parlamentare: su questi temi la maggioranza degli elettori è con noi che lottiamo contro ogni fondamentalismo, anche quello dei partiti, che alle regionali avevano posto il veto alla partecipazione dei radicali sotto il nome di Coscioni”.