Nell’editoriale pubblicato ieri dal Riformista, intitolato «Aiutare, non uccidere» , si plaude alla decisione del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) di «escludere dalla serie di trattamenti ricusabili l’alimentazione forzata» e si ribadisce che il desiderio di rinunciare alla vita è «inaccoglibile» . Nel rispetto di tutte le visioni del mondo e delle rappresentazioni individuali della vita che nessuno, tanto meno l’associazione Luca Coscioni, vuole coartare, va detto che sulle due affermazioni che rappresentano per il Riformista dei punti fermi, quindi non discutibili, c’è invero molto da discutere.
Il rifiuto espresso da una persona cosciente ad essere alimentata è ritenuto un diritto inalienabile anche da Giovanni Franzoni, monaco benedettino, e animatore delle comunità cristiane di base, come spiegato nel suo libro La morte condivisa, Edup (Edizioni dell’università popolare). Inoltre il codice deontologico medico all’art. 51(1998) fa divieto ai medici di «assumere iniziative costrittive e collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale» e all’art. 32 si specifica che il medico «deve» desistere da qualunque atto diagnostico e/o terapeutico consapevolmente rifiutato dal paziente.
Naturalmente non è possibile eludere il problema dei pazienti che sono in stato di incoscienza, ma in questo caso potrebbe valere quanto precedentemente espresso dagli stessi nel loro testamento biologico”. Le decisioni del comitato nazionale di bioetica che impongono la nutrizione artificiale e disconoscono le volontà precedentemente espresse dal paziente, creano di fatto una situazione grottesca che il professor Demetrio Neri, membro del Cnb, ha così riassunto: «se il paziente A è perfettamente consapevole, mentre il paziente B non lo è più, ma ha lasciato disposizioni scritte circa i trattamenti ai quali desidera o non desidera essere sottoposto. Il paziente A rifiuta consapevolmente una proposta di intervento medico, che compare tra quelle che anche il paziente B ha scritto di voler rifiutare: per quale ragione dovremmo ritenere non solo legittimo, ma anche doveroso (come recita l’art.32 del codice deontologico), onorare la volontà del paziente A, mentre sarebbe illegittimo onorare la volontà del paziente B? Infine, credo che prima di schierarsi da un lato della barricata e affermare che la nutrizione artificiale non è una terapia medica, vorrei far notare che la Peg richiede un intervento endogastrico, e sarebbe il caso di riflettere su quanto riportato dal prof Carlo Alberto Defanti nella sua nota relazione: «[. ..] lo statuto della nutrizione e dell’ idratazione artificiale (Nia), che la maggior parte delle società scientifiche considerano come terapie mediche, mentre altri studiosi ritengono che facciano parte delle “ordinarie” misure di assistenza. Su questo punto credo che il documento ministeriale contribuisca al chiarimento: esso ammette che la Nia possa non essere considerata come una terapia medica vera e propria (ancorché di regola fornita tramite presidi squisitamente medici, come il sondino naso-gastrico o quello della gastrostomia), ma certamente essa deve essere considerata come un trattamento medico (così come lo sono, a esempio, le manovre diagnostiche), cioè un trattamento che viene effettuato dal medico o dall’infermiere sul corpo del paziente, come tale soggetto alla richiesta di autorizzazione (consenso informato).
Posto in questi termini il problema si chiarisce e diventa più agevolmente risolvibile, anche se ovviamente il paziente in Svp non è in grado di intervenire direttamente nella decisione (e qui si apre il discorso sulle direttive anticipate e sulla nomina di un rappresentante legale)». L’associazione Luca Coscioni auspica che di questi temi si possa parlare anche in futuro e non solo sull’onda emotiva generata dall’interesse dei media per qualche caso particolare, e se ne possa parlare senza passione e compassione, ma con l’aiuto dei malati, dei loro familiari e di chi crede che la vita biografica e di relazione non possa essere confusa con la vita puramente biologica.
consigliere generale
dell’associazione Luca Coscioni