Al direttore. Vorrei solo ricordarle che all’articolo 15 della 194 si legge: “Le regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezioni, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”. Io non so cosa intenda lei per integrità fisica e psichica della donna, ma credo che questo sia un argomento che spetti proprio alle donne, padrone del proprio corpo e della propria psiche.
Gaia Carretta, membro di Giunta Associazione Coscioni
Gaia Carretta, membro di Giunta Associazione Coscioni
La risposta di Giuliano Ferrara:
“…Sono costretto cortesemente a ricordarle che l’ente ospedaliero non è ancora l’ente supremo, nonostante la festa della Dea Ragione, attualmente in disuso, e che, legge per legge, ci sono due codici abbastanza noti che dicono: non uccidere, non fornicare. A lei invece cortesemente il compito di dimostrarmi che l’integrità fisica e psichica della donna ha qualcosa da guadagnare dall’aborto chirurgico e/o dall’assunzione di un veleno che provoca la morte in pancia. Il parto non è una malattia, credo