Il presidente della Cei a Siena ospite della Fondazione Liberal contestato da un gruppo di studenti di sinistra
Fischi al cardinal Ruini. Il presidente della Cei è stato contestato ieri da una quarantina di studenti medi e universitari. Luogo del «fattaccio» Siena, nel nobile palazzo Chigi Saracini dove Ruini era stato invitato dalla fondazione Liberal nell’ambito del convegno «Karol Wojtyla. Il ruolo storico e il pensiero di Giovanni Paolo II». Ruini è appena stato premiato con il Liberal Siena 2005 (una croce stilizzata dello scultore Massimo Lippi), quando va al microfono per leggere la sua relazione. Subito scatta la contestazione. Compaiono striscioni «Vogliamo fare un pacs avanti nei diritti», «Siamo tutti omosessuali», «Libero amore in libero Stato». E ancora fischi. Gli studenti dell’associazione “Farfalle rosse” (che raggruppa varie sigle della sinistra giovanile senese) non danno tregua, così Ruini rinuncia momentaneamente all’intervento, mentre Ferdinando Adornato sottolinea che «in America i fischi valgono quanto gli applausi» e gli organizzatori convincono i giovani ad allontanarsi. Dieci minuti di caos, poi la situazione si ricompone. I manifestanti spiegano di averlo fatto perché «Ruini è il simbolo del conservatorismo, della negazione dei diritti degli omosessuali, dell’attacco alla laicità dello Stato». È un giovane dei Comunisti italiani a fare da portavoce, mentre il cardinale può finalmente parlare. Il presidente della Cei torna al microfono con il sorriso sulle labbra e dice di aver assistito a una «piacevole interruzione». Nel frattempo il mondo politico commenta. «È un fatto che mi addolora molto – dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – evidentemente questi studenti non sono liberali. Sono i liberali che rispettano le opinioni di tutti, a maggior ragione quelle diverse dalle proprie». Solidarietà a Ruini la esprime «come autorità dello Stato» il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. «Temo – dice – che questo triste episodio sia uno dei primi frutti avvelenati di una campagna caratterizzata da troppe intolleranze». Per l’eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani si è trattato di «un indegno tentativo di limitare la libertà di espressione della Chiesa». Enrico Boselli crede che i fischi «non fossero indirizzati al vescovo o al pastore, ma al leader politico perché la Cei da qualche anno e credo legittimamente fa politica». La condanna dell’episodio viene da Rosy Bindi, deputato della Margherita: «Esprimo piena solidarietà al cardinal Ruini e assoluta condanna di quanto avvenuto nella mia città». E Vannino Chiti, per i Ds, dice che «quanto accaduto nei confronti del cardinal Ruini è non solo spiacevole, ma del tutto sbagliato».