ROMA – Il dibattito nell’Unione sulle coppie di fatto rischia di trasformarsi in uno scontro a colpi di acronimi: da un lato i Pacs, dall’altro i Ccs di rutelliana invenzione. E allora Romano Prodi esorta a ragionare con «serietà e serenità»: «Bisogna stare molto attenti a non cadere in divergenze che sono puramente terminologiche» sottolinea il Professore che, proprio per fare chiarezza, ha deciso di inviare una lettera a Famiglia Cristiana . Piero Fassino, con lui sul palco della Festa dell’Unità, ripete l’invito: «Agli amici che preferiscono parlare di “contratto” vorrei dire di non concentrarsi sulle parole, anche perché un contratto per produrre effetti validi ha bisogno di una legge che lo riconosca. Quelle sui Pacs non sono battaglie di minoranza» avverte il segretario Ds sollecitando un accordo sulla «sostanza». Accordo che però al momento appare lontano: «Sul tema non c’è ancora una posizione unitaria» dice Francesco Rutelli ribadendo «l’intangibilità» dell’istituto matrimoniale.
FRAINTENDIMENTI – L’idea di scrivere a Famiglia Cristiana gli è venuta durante il viaggio a New York per il vertice sulla povertà promosso da Bill Clinton: «Ho già ribadito tante volte il mio pensiero, ma per essere ancora più chiaro ho preparato una lettera» annunciava ieri Prodi. Nel testo il leader dell’Unione ripete il suo «no» ai matrimoni omosessuali ma altresì la necessità di una legge che tuteli i diritti delle unioni di fatto, dall’assistenza sanitaria alla reversibilità pensionistica al subentro nell’affitto. Concetti illustrati anche in un’intervista alla rivista Gente : «Ho sempre detto che i bambini devono avere un padre e una madre. Ma non si può ignorare la realtà, è necessaria una legge che tuteli i diritti dei conviventi». Dunque via libera ai Pacs? «Non c’è bisogno di imitare qualcuno, troveremo lo strumento legislativo più idoneo» e fedele tanto all’articolo 29 della Costituzione (che definisce la famiglia fondata sul matrimonio) quanto all’articolo 2 (che riconosce i diritti della persona nelle formazioni sociali). Poi Prodi passa all’attacco: «Io uno sfascia famiglie? E’ stata la cosa più importante della mia vita, è questa maggioranza che non ha fatto nulla».
I GIOCHI DI PAROLE – Malgrado l’invito suo e di Fassino a non dividersi sulle parole, nell’Unione non si placa la polemica sulla proposta di Rutelli di regolare le unioni di fatto con contratti di natura privata e sull’avvertimento a non fare dei Pacs una bandiera elettorale: «Dobbiamo presentare al Paese una lista di priorità senza dedicare mesi ad argomenti non decisivi per la maggior parte delle persone» ha ripetuto ieri il presidente della Margherita. Parole che suscitano il consenso di Mastella e del presidente delle Acli Bobba, ma scatenano le proteste di Pdci, Verdi e Prc: «Danno l’impressione di voler ridurre il riconoscimento delle unioni di fatto a una scatola vuota» dice anche Roberto Villetti (Sdi). Insomma, un clima incandescente che non piace ad Arturo Parisi: «Non è bene approfittare degli aggettivi per dividerci su valori che dovrebbero essere comuni – ammonisce il leader degli Ulivisti della Margherita -. Ho idea che con i giochi di parole si faccia poca strada e per di più nella direzione sbagliata».