Droga: Bolognetti, ronde azione giovani come ku klux klan

di Maurizio Bolognetti
Segretario Radicali Lucani

La proposta di “Ronde” antispinello, avanzata da Azione Giovani, è a dir poco preoccupante. Nelle parole di Pappalardo ritroviamo la vena “goliardica” di quei buontemponi del Ku-Klux-Klan. In sostanza, ci sembra di aver capito, che anziché la caccia al negro, il leader di Azione Giovani proponga la caccia al drogato fumatore di spinelli.

Caro Pappalardo, quale dovrebbe essere il ruolo delle “Ronde”? Girereste incappucciati o a volto scoperto? Armati o disarmati? Con o senza olio di ricino?

Il proibizionismo vero è quello che emerge dalle parole di Pappalardo, che, possiamo esserne certi, trova assolutamente normale che i 4 milioni di italiani consumatori di cannabis vengano inseguiti e perseguiti grazie ad una legge inutile, criminogena e illiberale.

E’ avvilente che in spregio a tutta la letteratura scientifica, si continui a ritenere la cannabis una droga più pericolosa dell’alcool, proibendola finanche a scopo terapeutico.

Da una tabella comparata Alcool-Cannabis, potremmo evincere le seguenti differenze tra le due droghe:

1.. l’alcool da dipendenza fisica, la cannabis no;
2.. l’alcolismo provoca una sindrome da astinenza, conosciuta con il nome di delirium tremens, mentre il consumo di cannabis non da luogo ad alcuna sindrome da astinenza;
3.. l’assunzione continuata di un certo quantitativo di bevande alcoliche da luogo ad una tossicodipendenza. In Italia, su 25 milioni di consumatori, abbiamo circa 1 milione di alcol-dipendenti e almeno 40000 morti ogni anno per malattie collegate all’abuso di sostanze alcoliche. La cannabis, come è noto, non da luogo ad alcuna tossicodipendenza;
4.. con l’alcool si rischia di morire per overdose, mentre è impossibile morire per overdose da cannabis;
5.. l’alcool può determinare comportamenti aggressivi, la cannabis no.

Visti i dati della tabella comparativa da me esposta, risulta ancora più incomprensibile il perché della disparità di trattamento tra coloro che fanno uso o abuso di alcool e coloro che fanno uso o abuso di cannabis. Una droga come l’alcool, che uccide solo in Italia 40000 persone ogni anno, è assolutamente legale, mentre la Cannabis, che per le ragioni esposte potrebbe essere considerata una non-droga, è proibita. Per consumo e spaccio di alcool non va in galera nessuno, anzi ne è addirittura consentita la pubblicità; ad essere perseguita, come è giusto che sia, è la guida in stato di ebbrezza o l’ubriachezza molesta. I consumatori di cannabis, invece, rischiano quotidianamente di finire in galera o di essere segnalati al prefetto.

Se l’obiettivo è la tutela della salute, la discriminazione tra droghe è davvero incomprensibile. Dirò di più: se volessimo stabilire per i cittadini l’obbligo di mantenere la salute, lo Stato dovrebbe prescrivere anche diete ed esercizi ginnici. In conclusione, possiamo affermare, che le “Ronde” e la caccia alle streghe non servono. La ricerca di un capro espiatorio a cui addossare tutti i mali della società è un gioco vecchio quanto il mondo, ed esso è e resta un gioco sbagliato e pericoloso.

Se fossimo davvero delle persone sagge, cercheremmo di imparare dagli errori del passato e la smetteremmo di riproporre all’infinito fallimentari ricette proibizioniste, che ricalcano il copione del proibizionismo sugli alcolici dell’America “Anni ’20”. L’uso e l’abuso di droghe è una questione socio-sanitaria, che il proibizionismo trasforma inevitabilmente in una questione di ordine pubblico. La risposta del sindaco di Potenza Vito Santarsiero è sbagliata, ma non può essere assimilata alle politiche proibizioniste; le dichiarazioni di Pappalardo, invece, sono a dir poco inquietanti e ricalcano in pieno lo stile War on Drugs.