«Le staminali? Una fabbrica di farmaci»

Bazzi Adriana
La scoperta a Milano: possono produrre antinfiammatori e curare la sclerosi multipla.
Non riparano solo organi e tessuti: un esperimento sui topi al San Raffaele apre nuove strade

MILANO – Una piccola fabbrica di farmaci capace di produrre antinfiammatori direttamente nel cervello e curare malattie come la sclerosi multipla: le staminali adulte sono capaci anche di questo. La nuova funzione, che si aggiunge a quella riparatrice di organi e tessuti, è stata dimostrata da un gruppo di ricercatori del San Raffaele di Milano con un lavoro condotto in collaborazione con un’ équipe dell’ Università di Verona, guidata da Gabriela Costantin e pubblicato sull’ ultimo numero della rivista Nature. Prima di entrare nei dettagli della ricerca, presentata a Milano in una conferenza stampa, è d’ obbligo un avvertimento, oggetto di una dichiarazione congiunta del San Raffaele e dell’ Associazione italiana sclerosi multipla (l’ Aism): si tratta di un lavoro sperimentale e non di una cura e si raccomanda ai pazienti di non abbandonare le abituali terapie. Stiamo infatti parlando di un esperimento sui topi. I ricercatori hanno prelevato cellule staminali neurali dal cervello di topi, le hanno moltiplicate e le hanno iniettate nelle vene di altri animali, in cui avevano indotto una particolare forma di sclerosi multipla. «Si tratta di una forma – ha spiegato Giancarlo Comi, direttore dell’ Unità operativa di neurologia al San Raffaele – caratterizzata da una serie di attacchi seguiti da periodi di recupero, ma che è comunque progressiva e invalidante: i pazienti perdono la capacità di camminare, la vista, l’ udito e anche il pensiero. Colpisce 80 persone su 100 mila e l’ età di esordio è attorno ai 28-30 anni». Nel cervello dei malati di sclerosi multipla si scatena un processo infiammatorio che progressivamente distrugge la mielina, la sostanza che riveste le fibre nervose: diverse aree vanno così incontro a danno. L’ idea di utilizzare cellule staminali, più o meno differenziate in vitro, per sostituire i neuroni danneggiati, non è praticabile: a patto che si riescano a trasformare in cellule neurali, è difficile trapiantarle nelle aree colpite, che possono essere molte e diffuse ed è probabile che a loro volta vengano distrutte dalla malattia. «Noi abbiamo adottato una strada diversa – ha detto Gianvito Martino, responsabile dell’ Unità di neuroimmunologia e coordinatore della ricerca -. Abbiamo moltiplicato in vitro le cellule staminali neurali, senza farle differenziare in neuroni; le abbiamo poi iniettate per endovena e abbiamo lasciato che arrivassero al cervello e si concentrassero nelle aree colpite dalla malattia. Arrivate sul posto, non si sono differenziate, conservando le loro caratteristiche di staminalità, ma hanno cominciato a liberare antinfiammatori capaci di distruggere le cellule responsabili dell’ infiammazione e dei danni, risparmiando il tessuto sano. Questi farmaci naturali si sono rivelati potenti e senza effetti collaterali». Risultato sul cervello: diminuiva l’ infiammazione. Risultato sui sintomi: i topi stavano meglio. «Le staminali adulte – spiega Stefano Pluchino, neuroimmunologo e primo firmatario del lavoro – possiedono sulla loro superficie molecole di adesione, simili al velcro, con cui si agganciano alle cellule da distruggere, dotate a loro volta di un recettore riconosciuto come “l’ altra parte del velcro”. Ecco perché riescono a scovarle». La scoperta può avere ricadute nella cura non soltanto della sclerosi multipla, ma anche in altre situazioni caratterizzate da infiammazione: ictus, per esempio, traumi midollari e tumori. «Prima di arrivare a un impiego clinico sull’ uomo – ha commentato Martino – passeranno almeno cinque anni. Adriana Bazzi cosa sono Le staminali sono cellule non specializzate, capaci di differenziarsi in varie tipologie di cellule del corpo umano, riuscendo dunque a «riparare» organi o tessuti compromessi. Possono essere adulte o embrionali, oppure provenire dal cordone ombelicale dei neonati la ricerca Le staminali Le staminali sono cellule non specializzate, capaci di differenziarsi in varie tipologie di cellule del corpo umano, riuscendo dunque a «riparare» organi o tessuti compromessi. Possono essere adulte o embrionali, oppure provenire dal cordone ombelicale dei neonati La ricerca Un gruppo di ricercatori del San Raffaele di Milano, in collaborazione con l’ Università di Verona, ha individuato nelle cellule staminali adulte dei topi la capacità di produrre antinfiammatori direttamente nel cervello e curare così malattie come la sclerosi multipla.