Su laicità e religione

Intervento di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani, su Nuova Basilicata

Trovo a dir poco esilarante che i rappresentanti di una Curia romana e lucana, dello Stato Città del Vaticano, perennemente impegnati a tentare di occupare lo Stato, dopo aver di già e da tempo occupato la Chiesa, si riferiscano al sottoscritto parlando di integralismo.

Integralismo fa rima con il tentativo delle confessioni religiose di imporre la loro morale attraverso leggi dello Stato; integralismo, dunque, fa rima con Vaticano e non con noi liberali e libertari che difendiamo il diritto di tutti a gestire il proprio corpo e la propria vita: il diritto, è bene sottolinearlo, alla libertà religiosa.

L’Italia che vorrebbe disegnare il Vaticano, nel suo delirio di onnipotenza, assomiglia più alla Repubblica teocratica di Theran, che non all’Europa di Blair e Zapatero.

Il Partito Cei, finanziato con il meccanismo truffaldino dell’otto per mille, a maggior ragione se vuole continuare ad essere partito di matrice integralista e fondamentalista, rinunci al finanziamento pubblico. Noi intanto cercheremo di difendere la libertà, la democrazia, la laicità e tutto ciò che non ha connotati fondamentalisti e ideologici, ma di libertà.

La laicità è ciò che in un paese civile sta a presidio di tutte le libertà, ad iniziare dalla libertà religiosa. Senza laicità non c’è libertà.

Per quanto riguarda invece l’otto per mille, detto che riterremmo utile alla stessa religiosità una sua abrogazione, detto che ci piacerebbe vivere in un paese che da questo punto di vista si regolasse come le due grandi democrazie anglosassoni, inglese e statunitense, ci sembra che i parroci potentini menino il can per l’aia.

Ho detto e lo ripeto: lo Stato nella vicenda dell’otto per mille è associato a delinquere con il Vaticano. E’ vergognoso che lo Stato italiano non informi i cittadini del fatto che non scegliendo, i denari dell’otto per mille finiscono nelle capienti tasche di mamma Cei; è vergognoso che lo Stato rinunci a farsi propaganda per la destinazione dell’otto per mille.

I parroci lucani leggano le dichiarazioni di monsignor Betori, che ci informa che negli ultimi 15 anni, su 9 miliardi di euro incassati, appena 710 milioni sono stati destinati ad opere di carità per il terzo mondo, cosa, aggiungo, che comunque potrebbe fare anche lo Stato, magari non sotto forma di carità, a volte assai pelosa, ma di iniziativa politica.

La quasi totalità di denari vaticani vengono spesi per rafforzare una struttura di potere, che sta soffocando questo Paese e i nostri piccoli centri, per picconare la laicità, per accrescere il controllo sociale vaticano, affiancato da una miriade di organizzazioni paravaticane.

Ho detto e lo ripeto, che invitiamo a destinare i soldi dell’otto per mille a quelle organizzazioni che si distinguono per il rispetto della legge e del principio di separazione tra Stato e Chiesa.

La Chiesa Valdese, per esempio, si rifiuta di incassare i soldi dei cittadini che non hanno espresso alcuna scelta; spende i soldi solo per scopi sociali e umanitari e non per fini di culto; rispetta il principio di separazione tra Stato e Chiesa, tra scienza e fede.

Ecco perché riteniamo, in attesa dell’abrogazione di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico, dire “firmate per la chiesa valdese