Sembrava fosse questione di vita o di morte. Che tutte le cellule staminali del mondo fossero allineate in una sorta di linea del Piave tracciata nella coscienza degli italiani. E’ passato un mese dal referendum sulla procreazione assistita e non si parla più né di diritti dell’embrione né di ricerca molecolare. Migliaia di articoli pubblicati, ore di trasmissioni televisive dai toni accesi (a volte troppo accesi), convegni a ripetizione in tutte le maggiori città: niente sembra essere rimasto nei dibattiti parlamentari e nelle chiacchiere da bar. A riprova del fatto che la bassa affluenza alle urne testimoniava anche la distanza dei cittadini da temi così difficili e articolati.
Eppure, la complessità della questione non deve farci alzare bandiera bianca. Ora più che mai. Anche perché gli altri Paesi stanno procedendo sulla strada della ricerca mentre in Italia restano molti ostacoli soprattutto burocratici e finanziari. In California, ad esempio, di fianco alla Silicon valley sta crescendo una Stem valley: una «valle delle staminali» con centinaia di aziende e laboratori sorti per sfruttare i ricchi fondi statali, stanziati dopo il via libera attribuito da un referendum. lì Golden State è stato seguito a ruota dal Connecticut, dal New Jersey e, da ieri, dall’lllinois.
Anche a livello federale c’è fermento. Al Senato sta per approdare il disegno di legge già approvato dalla Camera, per ripristinare i fondi federali alla ricerca sulle cellule embrionali, di fatto congelati dal presidente George Bush. Il quale minaccia di apporre il primo veto della sua presidenza alla legge, nel caso (probabile) che venga approvata.
Intanto, i ricercatori italiani non stanno a guardare. Sulla rivista «Nature» di oggi è pubblicato uno studio condotto al San Raffaele di Milano su cellule staminali adulte (si veda l’articolo a pag. 15). I nostri scienziati hanno battuto un colpo: ora spetta al Paese rispondere con misure di sostegno e, perchè no, con un briciolo di orgoglio nazionale. Tutto fuorché l’oblio, che è dannoso e mortificante.