Tutto da rifare. Con ogni probabilità, l’Europarlamento deciderà oggi di silurare la proposta di direttiva sulla brevettabilità delle invenzioni contenenti software. I principali gruppi politici a Strasburgo, sebbene percorsi da qualche divisione interna, hanno trovato ieri una progressiva convergenza sull’ipotesi di bocciatura del testo.
Popolari per primi, poi socialisti e parte dei liberaldemocratici si sono espressi contro la direttiva, seppure emendata, unendosi con motivazioni molto diverse a Verdi ed estrema sinistra, da sempre contrari. A questo punto resta solo da verificare se, come appare probabile, oggi in Aula si raggiungerà il quorum di 366 voti contrari, necessario per respingere la posizione comune già raggiunta dal Consiglio e chiedere alla Commissione di presentare una nuova proposta. Un’altra bozza di direttiva che — nelle intenzioni di alcuni esponenti popolari — dovrebbe riguardare questa volta le condizioni generali di brevettabilità e non piu solo le invenzioni contenenti software.
Appare ormai su un binario morto, perciò, una proposta, varata nel febbraio 2002 dalla Commissione Prodi, che nel corso del suo iter ha generato un’escalation di polemiche e un poderoso braccio di ferro tra lobby contrapposte. Uno dei piu feroci e intensi scontri visti a Bruxelles e Strasburgo negli ultimi tempi, con incalzanti martellamenti di e-mail, eventi e conferenze stampa di segno opposto.
Da un lato sono scese in campo quasi tutte le grandi aziende dell’elettronica e del software per chiedere, in nome della competitivita, un’estesa area di brevettabilità in Europa e una maggiore tutela delle invenzioni contenenti software — dai sistemi di frenaggio Abs ai telefoni cellulari — che permetta di avvicinarsi al sistema americano. Non più tardi di lunedì i top manager di Alcatel, Ericsson, Nokia, Philips e Siemens hanno inviato una lettera aperta alle istituzioni europee chiedendo più protezione. Su posizioni analoghe la Bsa, che raggruppa aziende di software, da Microsoft a Intel, e l’Eicta che rappresenta l’elettronica di consumo.
Sull’altro fronte, invece, si è schierata l’associazione »No patent», forte dell’appoggio della comunità dell’ “open source