La Spagna di Zapatero spaventa i clericali italiani molto più di quanto affascini i laici italiani; spiace a loro senza troppo piacere a noi; è il loro dileggio ma non è la nostra bandiera. Sono i clericali che vi vedono infatti la sconfessione della loro strategia ideologica e politica, la decapitazione di un principio, quello del matrimonio eterosessuale fondato sulla volontà di Dio, allo stesso modo in cui il regicidio nella rivoluzione francese sconfessava il diritto divino della monarchia. Molto tiepidi, i laici italiani, nella loro maggioranza che è fatta di laici cristiani, colgono invece in Zapatero l’eccesso tipico della Spagna che vive ‘,disvivendosi’, una Spagna estremista tanto nel clericalismo quanto nel l’anticlericalismo, il luogo estremo dell’Europa nel quale è stato celebrato sin dalle origini un matrimonio, questo sì pesante e incondizionato, tra la spada e l’altare, e basti ricordare che Franco fu sempre benedetto dall’aspersorio. E invece, frastornati senza gentili mediazioni da Zapatero, i nostri tradizionalisti clericali, affiancati dagli atei devoti, con la significativa esclusione su questo punto importante di libertà di Giuliano Ferrara, hanno lanciato una campagna fatta di vignette, di titoli di giornale e di editoriali contro i diritti dei gay e contro “la natura
Chi agita il fantasma di Zapatero
Francesco Merlo
Di Francesco Merlo, da La Repubblica.