Casini: mi sembra che prevalga un desiderio di laicismo di Stato

D. Mart.
IL DIBATTITO DOPO IL REFERENDUM – Per la prima volta la Camera dei deputati ospita la presentazione del «Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo», uno studio curato dall’associazione di diritto pontificio «Aiuto alla Chiesa che soffre» che introduce nel cuore del Parlamento un tema spesso sottovalutato dalla politica e dal mondo dell’informazione.

E questo evento, che porta con sé la cifra di una svolta, induce il presidente Pier Ferdinando Casini a tornare sui temi del confronto tra laici e cattolici e del referendum sulla procreazione assistita: «La laicità dello Stato non è in discussione, è un dato acquisito. Piuttosto mi sembra prevalga il desiderio di laicismo di Stato cioè una sorta di Stato senza religione e senza Dio…». Casini, che ha accanto a sé il cardinale Renato Martino, presidente del pontificio Consiglio della giustizia e della pace, non gira intorno al problema: «Si tende a riconoscere alla Chiesa solo una generica autorità morale, senza ammettere al contempo il suo diritto a guidare concretamente le scelte e i comportamenti del popolo cattolico». Casini spende parole nette riferendosi al mondo laico che ha criticato lo schierarsi della Conferenza episcopale italiana a favore dell’astensione capace di invalidare il referendum: «Da quelle reazioni traspare una visione distorta e ipocrita della libertà di espressione, secondo cui la Chiesa è un punto di riferimento universale se parla sulle tematiche sociali mentre diventa propugnatrice di una visione oscurantista se ricorda a tutti con forza e nettezza, le proprie posizioni etiche». Il dibattito ospitato dalla Camera – cui hanno partecipato il vice direttore del Corriere della Sera , Pierluigi Battista, il vaticanista del Messaggero Orazio Petrosillo e il direttore della Scuola di giornalismo Rai di Perugia Antonio Socci – ha dunque acceso un faro sul Rapporto 2005 dall’«Acs» diretta da Attilio Tamburrini. Una sorta di «Amnesty international» delle chiese cattoliche in difficoltà, colpite da violenze, soprusi e persecuzioni in Pakistan come in Arabia Saudita, in Qatar, a Cuba, in Cina e in Colombia. Un lavoro certosino iniziato nel 1947 da un giovane monaco olandese, Werenfriend van Straaten, detto «Padre lardo», che avviò i programmi di sostegno per la Chiesa perseguitata dai regimi comunisti.