La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale «PLoS Medicine», si deve all’italiano Tiziano Barberi, che da anni lavora negli Stati Uniti, presso l’Istituto Sloan-Kettering di New York. E se, per anni, ci si è rammaricati dei cervelli in fuga perché l’Italia assegna pochi fondi alla ricerca, ora ci si dovrà amareggiare perché scienziati italiani sono costretti a rimanere all’estero visto che la nostra legge vieta questo tipo di ricerche. Barberi lo dice chiaro: «Lavoro solo sulle staminali embrionali e in Italia non potrei lavorare». Era stato lo stesso Barberi, nel settembre 2004, a pubblicare la scoperta della possibilità di ottenere cellule nervose dalle cellule staminali umane.
Oggi, questo nuovo risultato sulle cellule mesenchimali, ossia quelle destinate a dare origine a muscoli, ossa e cartilagine. «E’ un dato che va ad aggiungersi a quelli già disponibili sulle cellule staminali embrionali umane – dice lo scienziato – e che dimostra come queste siano effettivamente totipotenti. E’ cioè possibile, utilizzando reagenti e procedure adeguate, isolare dalle staminali umane tutti i tipi di cellule». Poter isolare anche le cellule destinate a dare origine al muscoli è particolarmente interessante, per le possibili future applicazioni terapeutiche, per esempio nella cura delle distrofie muscolari. Occorrerà ancora tempo per arrivare a certi traguardi ma, secondo il ricercatore, la via è ormai aperta.
Inutile negare, poi, che i risultati della ricerca sulle staminali embrionali umane, un passo dopo l’altro, stiano arrivando. «Tanto che negli Stati Uniti – riferisce Barberi – qualcuno è già vicino alla sperimentazione clinica». D’altro canto, aggiunge riferendosi al recente dibattito scatenato dal referendum sulla fecondazione artificiale, «è vero che le cellule staminali embrionali umane sono state scoperte nel 1998, ma in effetti sono disponibili perla ricerca solo dal 2000-2001. Sono anche molto diverse da quelle embrionali di topo e di conseguenza la ricerca è dovuta ripartire quasi da zero. Eppure, nell’arco di soli quattro-cinque anni, si sono ottenuti moltissimi risultati». Avere isolato con efficacia le cellule progenitrici dei muscoli significa adesso poterle utilizzare sia per la sperimentazione clinica sia per la ricerca finalizzata alle applicazioni cliniche. I risultati pubblicati su «PLoS Medicine» sono stati ottenuti in colture di cellule staminali umane ricavate da due delle 22 linee approvate nel 2001 dal presidente degli Stati Uniti, George BusW, per ricerca finanziata con fondi pubblici.
d.dan.